Si aggrava il caso-Martini: 50 i lavoratori a rischio
Nemmeno il tavolo in Regione ha sbloccato il passaggio alla società Coemar L’azienda presenta in Tribunale nuovi elementi sulla proposta di concordato
Era stata definita “proposta vincolante di acquisto” ma evidentemente non era abbastanza vincolante. Il riferimento è per l’intervento dell’azienda Coemar di Castiglione delle Stiviere, salutata come “salvatore della patria” nei mesi scorsi quando pareva dovesse acquisire la Martini di Concordia, impresa del settore impianti di illuminazione in grave difficoltà. Coemar dopo la proposta di acquisto si è resa protagonista di una sorprendente retromarcia e ora nemmeno i tavoli istituzionali riescono a smuovere la situazione di stallo. L'amministrazione di Martini sta presentando in Tribunale ulteriori dettagli sulla sostenibilità della proposta di concordato in cui si prevedeva, tra l’altro, la cessione dell'azienda a Coemar Lighting srl.
Ma nemmeno l'incontro in Regione ha sbloccato la situazione: a Bologna non sono emersi elementi utili a ricomporre la frattura tra Martini sas e Coemar. Quest'ultima non riesce a dare seguito all'aggiudicazione di metà aprile e quindi a garantire il lavoro dei 50 dipendenti, come previsto nell'accordo firmato il 22 dicembre scorso.
I sindacati Fiom-Cgil e Fim-Cisl ribadiscono in una nota «l'assoluta necessità che le liti e le incomprensioni tra le due parti non mettano a rischio in alcun modo la continuità aziendale e conseguentemente i posti di lavoro: ora non è il tempo di cercare responsabilità, ma di cercare soluzioni che possano ristabilire le condizioni per mantenere l'azienda sul territorio».
L'assessore regionale alle attività produttive Palma Costi e il sindaco Luca Prandini affermano che «è stato imbarazzante apprendere in questi ultimi giorni che ci sono difficoltà per concludere il passaggio dell'azienda e dei lavoratori alla ditta Coemar dopo la presentazione dell'offerta di acquisto. Chiediamo senso di responsabilità, ci sono in ballo 50 posti di lavoro e la possibilità di proseguire una storica attività radicata a Concordia. Chiediamo a tutti i soggetti coinvolti - dicono Costi e Prandini- di non fare naufragare questa prospettiva e, alle autorità che sovrintendono la procedura concordataria, di garantire la ricerca di una soluzione che tuteli la continuità produttiva e occupazionale».
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