Modena. Una app contro i bulli e gli spacciatori
Si chiama “Youpol”, si scarica come tutte le altre e permette di inviare foto, video, di chiamare o messaggiare con la polizia
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MODENA. Ora i ragazzi possono essere protagonisti in prima persona contro il bullismo e lo spaccio, uscire dalla nebbia della paura di ritorsioni o dell’essere considerati degli spioni. Si tratta di compiere un passo fondamentale in un terreno ben più fertile, quello della consapevolezza, quello della legalità: basta un gesto abituale, un invio, un tasto sul telefonino e magari si può salvare una vita, si possono recuperare e far rinascere sia vittima che l’aggressore. Non solo, si può stroncare un giro che porta alla distruzione perché la droga non è piacere ma distruzione, di affetti, di percorsi, di realizzazioni. Cosa può fare tutto questo? Semplice, una app. Una app che si chiama “Youpol” che si scarica come tutte le altre applicazioni e che permette di interagire direttamente con la polizia. L’uso infatti è come quello di un normale Whatsapp, solo che qui si ha sempre un unico interlocutore, una centrale di polizia dove, in tutta Italia, ovunque si sia, c’è qualcuno che avrà orecchie e cuore per sentire. Il percorso è facilissimo: si può mandare un messaggio, scritto o anche vocale, si può parlare direttamente con un operatore, si possono mandare foto e video. L’uso della app consente la geo-localizzazione e in breve chi deve intervenire vede la zona da cui si chiama e organizza l’intervento. A “Youpol”, applicazione che comunque è aperta a tutti i cittadini, ci si può iscrivere come anche restare anonimi: la finalità è importante, è un ponte tra disagio e legalità, tra situazione drammatica e lieto fine. Quindi non è uno scherzo, va usata con consapevolezza e voglia partecipativa.
Già uno scherzo. «Di solito i ragazzi dicono sempre così quando si interviene in situazioni tipiche del bullismo - spiega Lorella Marchesini, dirigente scolastica dell’istituto commerciale Barozzi, la scuola superiore dove ieri alla presenza del questore Filippo Santarelli e del dirigente della Volante Paola Convertino è stato presentato il nuovo servizio via smartphone - “no, no , niente era solo uno scherzo” , e dicono così sia la vittima che quello che si manifesta violento. Tendono a declassarlo come scherzo, è un atteggiamento difensivo. Poi quando si approfondisce emergono spesso delle fragilità nei cosiddetti bulli, i loro atteggiamento molte volte è una reazione ad una fragilità a cui loro rispondono con comportamenti provocatori, a volte verbalmente violenti. Per fortuna quasi mai fisicamente». «Come scuola da tempo siamo impegnati a far conoscere agli studenti i rischi di queste situazioni - prosegue la dirigente scolastica - e anche a cercare di farle emergere. Quando cerchiamo di far uscire le situazioni a rischio, questo avviene sempre all’interno della scuola, le segnalazioni quindi non sono anonime, i ragazzi parlano con gli insegnanti di fiducia, poi con lo psicologo, vengono coinvolti i genitori. Questa app è uno strumento utile, meno impegnativo e ha meno coinvolgimento esterno». Promossa dunque a pieni voti.
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