Il marchio Ambientale per i Parchi Emilia
L’idea è quella di legare le aziende al territorio, valorizzando al meglio le produzioni locali e chiedendo alle imprese di rispettare determinati parametri di qualità e sostenibilità. Nasce così il...
L’idea è quella di legare le aziende al territorio, valorizzando al meglio le produzioni locali e chiedendo alle imprese di rispettare determinati parametri di qualità e sostenibilità. Nasce così il nuovo Marchio di Qualità Ambientale dei Parchi Emilia centrale: per poterlo utilizzare, le aziende agricole, turistiche e di produzione situate nei Comuni dei parchi e nei territori delle riserve naturali e alle altre aree protette delle province di Modena e Reggio dovranno fare richiesta di concessione (tutte le informazioni si possono trovare sul sito web www.parchiemiliacentrale.it). Tra gli obiettivi del nuovo marchio, collegato al Sistema di gestione ambientale Iso 14001 dell’Ente parchi, c’è dunque quello di promuovere e migliorare la qualità ambientale del territorio e delle sue tipicità: «Questa iniziativa - conferma Giovanni Battista Pasini, presidente dell’Ente parchi - rappresenta il raggiungimento di uno dei nostri obiettivi strategici, ovvero collegare la tutela ambientale con la valorizzazione dei prodotti e delle imprese del territorio, in particolare quelle che sono impegnate in una gestione aziendale rispettosa dell’ambiente e con criteri di sviluppo sostenibile».
Per avere la possibilità di utilizzare il marchio - che è quello dell’Ente parchi, con la “Q” di “qualità” sullo sfondo - sulle etichette dei prodotti, in abbinamento ai servizi offerti e nella comunicazione aziendale, le aziende aderenti e riconosciute dovranno impegnarsi in un percorso di miglioramento ambientale collegato a quello dell’Ente. Un riconoscimento che sarà gratuito, dunque, a patto che le imprese dimostrino di possedere i requisiti fissati da uno specifico regolamento basato su criteri di qualità, sostenibilità ambientale e tipicità. «Un regolamento definito sui criteri di miglioramento volontario nella gestione ambientale - spiega il direttore Valerio Fioravanti - e strettamente connesso al perimetro geografico delle nostre aree protette». In tutto questo, non mancano elementi di promozione e sviluppo del territorio: «Il Marchio deve essere alimentato dal marketing territoriale - spiega Flavio Bruno dell’istituto Delta, uno degli estensori del regolamento - che richiama il territorio del prodotto o del servizio turistico, in modo da evocare nel cliente una serie di elementi qualitativi relativi a un’area che si è guadagnata un’identità produttiva, storico-culturale e ambientale certificata».
Luca Gardinale
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