«In questi mesi abbiamo fatto delle scoperte incredibili»
NONANTOLA. Riportare alla luce la bellezza: questo l’obiettivo principale che si sono posti tutti coloro che hanno partecipato al restauro dell’abbazia. A spiegarlo l’architetto Vincenzo Vandelli che...
NONANTOLA. Riportare alla luce la bellezza: questo l’obiettivo principale che si sono posti tutti coloro che hanno partecipato al restauro dell’abbazia. A spiegarlo l’architetto Vincenzo Vandelli che insieme all’ingegnere Augusto Gambuzzi è stato il direttore dei lavori di restauro dell’Abbazia di San Silvestro.
«In questi mesi abbiamo avuto modo di fare delle scoperte incredibili» ha raccontato Vandelli. I lavori, partiti subito dopo il sisma del 2012, hanno dato la possibilità a tecnici, ingegneri, architetti, studiosi e restauratori di porre in luce elementi dell’abbazia che fino a questo momento erano del tutto sconosciuti. «L’intervento di riparazione dei danni causati dal terremoto è stato preceduto da numerose indagini conoscitive che hanno previsto la perlustrazione dell’edificio, lo studio dei materiali e delle tecniche costruttive» ha proseguito Vandelli.
A fargli eco anche l’ingegnere Augusto Gambuzzi: «È stato senz’ombra di dubbio un cantiere molto complesso ma al contempo molto affascinante. La fase più delicata è stata quella iniziale perché abbiamo dovuto reperire tutta la documentazione e le informazioni utili per comprendere la storia dell’abbazia. Questo approccio conoscitivo era indispensabile per preservare e rispettare la vera natura di un edificio tanto bello quanto importante». Alla presentazione dei lavori di restauro e dei due eventi che andranno a anticipare la definitiva riapertura dell’abbazia, anche don Luciano Benassi, delegato arcivescovile per i beni culturali della Diocesi. «Grazie a tutti gli interventi che sono stati portati avanti con grande professionalità e dedizione inizia a svelarsi passo dopo passo la bellezza dell’abbazia- ha spiegato Benassi- È importante valorizzarla e integrarla con tutti i nuovi elementi venuti alla luce». «Sono state tante le difficoltà nel gestire un progetto così complesso - ha terminato Simona Roversi, direttrice dell’Ufficio per i Beni Culturali dell’arcidiocesi- Non possiamo non ringraziare tutti coloro che hanno contribuito».
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