Modena: andava troppo piano in autostrada: accusato di omicidio
La Procura contro un 56enne: era lento in quarta corsia, si schiantò provocando il decesso del padre
MODENA. L’incidente terminato con la morte di suo padre è avvenuto mentre viaggiava troppo piano sulla quarta corsia autostradale. Lo scrive la Procura nel capo di accusa contro un 56enne di Busto Arsizio (Varese), difeso dall’avvocato Fabrizio Sardella, imputato per omicidio colposo. Ieri si è svolta la prima udienza davanti al giudice per una vicenda umanamente straziante: l’imputato, il guidatore, è figlio dell’uomo morto, pensionato 80enne di Busto. Secondo l’accusa è stata la sua guida imprudente a provocare la tragedia familiare. Ieri è stata ascoltata la polizia stradale intervenuta sul posto, ma l’agente interrogato non ha dato risposte sulle possibili cause.
È stato invece il consulente tecnico della Procura che ha fornito questa spiegazione ora al centro del processo, sostenuta dal pm Lucia De Santis. Il conducente, scrive il Ctu, si trovava in quarta corsia ai 110 chilometri all’ora, quindi sotto il minimo previsto dal Codice della Strada, lasciando libera la terza corsia. Proprio per superarlo, l’auto dietro che sfanalava è passata sulla destra spingendolo per lo spavento a svoltare bruscamente a sinistra e quindi andando a schiantarsi contro il guard rail. Il padre è morto sul colpo.
Anche se si provasse che la dinamica è stata questa - sarà oggetto della discussione processuale - le circostanze sono state sicuramente più complesse. L’incidente è avvenuto alle 21 del l’11 novembre 2015. Faceva buio e c’era nebbia a banchi: la visibilità era quindi ridotta. La famiglia della provincia di Varese tornava a casa proveniente da Terni dove aveva partecipato a un funerale. La Clio guidata dal 56enne lombardo viaggiava in quarta corsia quando un suv alle spalle ha iniziato a lampeggiare nervosamente per passare. Non potendo superare la Clio, il Suv è passato a destra. Per lo spavento, il 56enne ha sbandato bruscamente. Dopo lo schianto contro il guard rail l’auto si è ribaltata senza coinvolgere altri mezzi. Se il padre è morto subito per l’urto (viaggiava sul lato passeggero anteriore), sono rimasti feriti la moglie oggi 54enne e il figlio 12enne (erano sui sedili posteriori). La tesi del consulente è dunque basata sulla constatazione che andando piano avrebbe dovuto mettersi in terza corsia evitando così il sorpasso anomalo e la sterzata fatale. Nelle prossime udienze saranno analizzati questi dati tecnici.
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