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Nicolas, il padre crede alla mamma

Nicolas, il padre crede alla mamma

L’avvocato di Filip: «È stata solo una tragica disgrazia e l’autopsia confermerà»

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Non risulterebbero lesioni compatibili con un possibile soffocamento col pupazzetto con cui Nicolas stava giocando il giorno della tragedia. Bisognerà attendere l’esito finale dell’esame autoptico per capire le cause che hanno portato alla morte, a soli 4 anni, del piccolo Nicolas Schon, venuto a mancare per presunto soffocamento mentre stava giocando a nascondino con la madre nelle campagne di Limidi.

Emergerebbe inoltre come il giocattolo fosse integro dopo la tragedia e non fosse sporco di sangue, come affermato invece dalla madre Anna Beltrami, iscritta nel registro degli indagati.

L’importanza di questi particolari andrà ovviamente chiarita alla luce di un contesto più ampio al quale porteranno le indagini.

«Noi non abbiamo nominato un consulente di parte per l’autopsia - commenta l’avvocato Sergio Paolo Setti, difensore di Filip Schon, padre di Nicolas ed ex compagno di Anna - Il mio assistito crede fermamente nell’innocenza di Anna e crede che sia vera la scena che lei gli ha descritto: non ha motivi per non farlo. Anna ha detto a Filip di avere trovato il bambino supino con il gioco ingoiato. Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che il bimbo fosse caduto con la fronte a terra e con il gioco in bocca. Il padre di Nicolas ha buoni rapporti con l’ex compagna, Anna, nonostante non stessero più insieme. E secondo il suo punto di vista non ci sono responsabilità a suo carico. L’ha sempre giudicata una buona madre» conclude l’avvocato Setti. (s.a.)



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