Accademia, otto milioni per gli impianti energetici
A luglio pronto il progetto dell’università per la centrale di cogenerazione Saranno rifatte le condutture e gli infissi per abbattere i consumi e risparmiare
La difesa e la sicurezza dell’Itaslia non passa solo dal controllo delle frontiere di terra, mare e cielo ma anche da quella invisibile costituita dalla connessioni tra energia e informatica, con un “cyberspazio” sempre più determinante per la vita di ogni giorno e anche sensibile a un effetto-domino per la vulnerabilità.
È questo l’orizzonte del convegno di ieri in Accademia Militare che ha visto la presenza delle più grandi aziende nazionali, dalla Leonardo (ex Finmeccanica) all’Enel, che hanno discusso con i vertici della Difesa i problemi e le soluzioni per garantire una sicurezza globale. Per l’occasione Franco Venturini (amministratore delegato di Enel X) ha messo sul tavolo i 5 miliardi di investimenti per la digitalizzazione e la mobilità elettrica. La sfida di fondo è costituita dall’impossibilità di creare fortezze inespugnabili, nell’epoca di internet e del telecontrollo delle reti energetiche, a prova di intrusione informatica. I casi recenti di hacker che si sono intrufolati nei computer per mandare fuori controllo le centrali nucleari sono solo un esempio di quanto sia delicata la gestione del settore. E proprio sull’energia l’Accademia di Modena è diventato un caso di studio perchè diventerà un esempio da manuale nella gestione dell’energia delle strutture militari.
Per l’occasione è arrivato anche il sottosegretario della Difesa, Gioacchino Alfano, che ha garantito l’impegno governativo per supportare la Struttura Progetto Energia, una struttura di 21 tecnici superspecializzati che tiene sotto controllo le centrali energetiche e le telecomunicazioni. Al vertice il generale Francesco Noto che ha riassunto nel suo intervento il senso del lavoro del nuovo organismo. «Lo spazio cyber-fisico, se così vogliamo chiamarlo - ha spiegato in buona sintesi - è fondamentale per il funzionamento delle altre reti che permettono alla nazione un sistema di collegamenti efficienti in tutti i settori. Tutto questo richiede un aggiornamento continuo, a partire dalla protezione ambientale sino alla riduzione di costi e alla resilienza, alla capacità di assorbire colpi o attacchi per ogni problema».
Il rifacimento degli impianti energetici dell’Accademia Militare da questo punto di vista rappresenterà un biglietto da visita importante anche per le altre forze armate, visto che progettazione e finanziamenti vengono effettuati con enti pubblici e aziende private. I passi successivi saranno nelle accademie sorelle, della Marina e dell’Aeronautica.
Il Dipartimento di Ingegneria della nostra università, assieme all’Aees (Agenzia per p’Energia e lo Sviluppo Sostenibile) con il coordinamento del prof. Paolo Tartarini, ha approntato il progetto per sostituire alla vecchia centrale termica un impianto di cogenerazione che svilupperà anche energia elettrica. A luglio sarà consegnato il testo del bando che prevede, per una spesa attorno agli 8 milioni di euro, di attivare il nuovo impianto,grazie a finanziamenti mettendo mano alle condutture che verranno rifatte da cima a fondo, con isolamento termico completo, che prevede anche una coibentazione degli infissi. Un punto dolente, quest’ultimo, che potrebbe essere l’unica frizione con la Sovrintendenza che chiede di mantenere i serramenti in legno, anche se di u ltima generazione per quanto riguarda le vetrate, in modo da non trasformare la reggia degli Estensi in un condominio. Ma è un dettaglio minimo in un quadro che vedrà la scuola degli ufficiali dell’esercito passare a un impianto di in grado di soddisfare i consumi energetici di un paese di mille abitanti con tre chilometri di tubature toccando un rendimento dell’85%, con un calo dei consumi del 60% e un calo del carico inquinante ancora maggiore per l’edificio più grande di Modena e provincia.
In prospettiva non è neanche escluso che nelle pieghe del bando finale ci sia spazio per tettoie fatte da pannelli solari nel parcheggio interno.
Comprensibile l’orgoglio del comandante dell’Accademia, Stefano Mannino, che vedrà terminato un progetto messo in cantiere dai suoi predecessori e che trasformerà un monumento storico in una cittadella energetica .
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