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Bus in fiamme, paura sulla provinciale

Bus in fiamme, paura sulla provinciale

Quarto caso in poche settimane. L’incendio partito dal vano motore, nessun ferito ma s’impenna la polemica verso Seta

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Un altro autobus di Seta che va a fuoco, il quarto nel giro di poche settimane, che si aggiunge all’elenco dei mezzi fuori uso o rottamati per guasti meccanici. L’ultimo veicolo distrutto dalle fiamme tornava ieri a Modena senza passeggeri, a fine turno verso le 13, dopo aver lasciato gli ultimi viaggiatori a Campogalliano; era partito alle 12.20 da Carpi e aveva completato l’ultima corsa alle 12,45. Il rogo, come nei tre casi precedenti da fine gennaio, si è sviluppato dal vano motore; l’autista ha fatto a tempo a fermare il mezzo sulla provinciale, all’altezza del sottopasso Tav, cercando di spegnere l’incendio con l’estintore di bordo, ma tutto è stato inutile.

Di qui la richiesta di aiuto alla centrale operativa e ai vigili del fuoco che sono intervenuti in breve e che sono riusciti a domare le fiamme. «L’autobus era un Solaris modello Urbino immatricolato a dicembre 2007 - spiega Seta in una nota - è andato distrutto. Da ottobre 2016 il mezzo era stato affidato a Saca/Concordtours, che da quel momento ne ha curato la manutenzione. Risulta che era stato sottoposto regolarmente al programma di manutenzione ordinaria e aveva superato la revisione annuale lo scorso settembre da parte della Motorizzazione Civile. Come per le altre volte avvieremo un’indagine interna per risalire alle cause dell’incidente».

Ma se l’incendio del mezzo è stato domato divampa nuovamente la polemica e sulla graticola tornano i dirigenti uscenti, il presidente Vanni Bulgarelli e il direttore Badalotti che viene dato pure lui per uscente.

«Si continua a sottovalutare il problema - commenta la modenese Giulia Giberton i, consigliera Cinque Stelle in Regione - Chiediamo formalmente all'assessore Donini di avviare un'attenta indagine su quello che sta succedendo. Evidentemente sia la manutenzione che la sicurezza di questi mezzi sono un problema rilevante del trasporto pubblico locale. Per questo crediamo che sia necessario fare luce su questo aspetto. L’età media dei mezzi a livello regionale per il trasporto pubblico locale dal 2006 al 2016, è cresciuta a da 9,6 a 12,79 anni».

Scatenato Andrea Galli (Fi) che chiede le immediate dimissioni del presidente di Seta e anche del direttore generale.

«È il quarto mezzo distrutto dal fuoco in poche settimane. È il mezzo peggiore per chiudere l’era Bulgarelli. A chi gli succederà, Valente della Cna o Cattabriga della Cgil, auguriamo in bocca al lupo».

Dai sindacati arrivano le critiche più severe, con l’eccezione della Cgil che sulla vicenda non ha preso sinora posizione.

Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl prendono il quarto incendio come esempio di malagestione di tutto il sistema del trasporto pubblico modenese.

«Abbiamo fatto un’assemblea con i colleghi dell’officina - dicono Maurizio Denitto della Cisl in Seta e Giuseppe Rendace della Faisa Cisal - Sono preoccupati perchè i mezzi negli ultimi anni non riescono più a ricevere un’adeguata manutenzione. In poche parole, non c’è più la rotazione con i mezzi di riserva, spariti e distrutti da vari incidenti meccanici, da cui si prelevano a volte pezzi introvabili. Anche l’ultimo mezzo a fuoco a Campogalliano era stato comprato usato dalla Scandinavia, dov’era stato dismesso. Bene, i meccanici lavorano sempre in condizioni di emergenza perché ogni giorno c’è un guasto, non c’è tempo di prevenire nulla perché da un’urgenza si passa a quella successiva. I meccanici più anziani stanno per andare in pensione e al loro posto arrivano persone giovanissime, anche al primo incarico. Nessuna critica, ma il passaggio di consegne, l’affiancamento e l’esperienza come si possono trasferire? Gli ultimi assunti vanno allo sbaraglio».

«Eppure Badalotti e Bulgarelli continuano a colpire gli autisti - continuano Rendace e Denitto - Di fronte alla catastrofe di mezzi che si distruggono perché groppo vecchi, mettendo a rischio viaggiatori e autisti, non trovano di meglio che assumere un altro soggetto per controllare gli autisti. Anche lui viene da Reggio, così Badalotti lottizza tutti i posti, appena può. Adesso basta con le chiacchiere, questi sono i risultati degli utili vantati da Bulgarelli: bus talmente vecchi da rompersi ogni giorno». (s.c.)

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