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«Di sera qui non passa nessuno»

«Di sera qui non passa nessuno»

I vicini del deposito: «Abbiamo subito tre furti in un mese. Nessuno controlla»

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Via Belgio, una strada periferica che si sente abbandonata. Di giorno officine e capannoni di artigiani che danno lustro e ricchezza all’economia modenese. Di sera, prostituzione spicciola e furti. E tra gli artigiani più presi di mira ci sono i Manicardi, Loris e il figlio Massimo, che hanno la loro ditta proprio di forte al deposito del rogo. «Da noi sono venuti i ladri tre volte in un mese. Purtroppo finiamo spesso sui giornali - spiega Massimo - siccome lavoriamo il rame, i ladri vengono spesso qui». Il padre Loris racconta che il primo colpo, avvenuto il 22 aprile, aveva fruttato ai banditi 10mila euro, il secondo 3mila e l’ultimo di venerdì scorso, pochi giorni dopo il secondo, 2mila euro. «Anzi - puntualizza - 2.037 euro. Lo so perché hanno lasciato lo scontrino: avevo appena comperato quel rame». Cosa si può fare? Allargano le braccia. «Qui c’è un giro di incontri con le prostitute di sera e passano spesso dei nomadi. In realtà, questa zona di sera è vuota: in giro non c’è nessuno. Se si vuole fare una battuta, ci vorrebbero le prostitute sui marciapiedi. Almeno ci sarebbe movimento e i furti non li farebbero».

Deve essere una considerazione diffusa perché la fanno altri artigiani della zona. Anche il fabbro della ditta accanto al deposito. Lo stesso che ieri ha dato l’allarme per l’incendio. «Il Comune ci trascura- spiega - da quando è in corso l’espansione immobiliare ai Torrazzi, questa zona suscita poco interesse». «L’incendio nel deposito? - racconta - me ne sono accorto per puro caso. Ero già a lavorare alle 4.40 e ho sentito un botto. Mi sono affacciato e non c’era niente. Credevo fosse stato un mezzo di Hera o qualcosa del genere. Ma poco dopo l’ho risentito. E quando mi sono riaffacciato c’erano le lingue di fuoco già alte. Ho avvisato subito i vigili dl fuoco ma poco prima l’aveva già fatto qualcun altro».

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