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Il Comune vuole abbattere le brutture della città

di Eleonora Alboresi
Il Comune vuole abbattere le brutture della città

Dopo il Goya nel mirino il palazzone di via Circonvallazione 189 e l’ex frantoio Obiettivo: lasciare alla prossima amministrazione una situazione tranquilla

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Sono tanti i progetti che fanno “bollire la pentola” del Comune e, tra i più importanti ed attesi, sicuramente sono da menzionare diversi abbattimenti che potrebbero dare un nuovo volto alla città. Ciò che si cerca, adesso, sono finanziamenti per completare alcuni propositi. Il tentativo di raccogliere fondi da privati, del resto, non è una novità: basti pensare a Franco Stefani della System con via Cavallotti o al crogiolo Marazzi. Tra i tanti interventi già iniziati a giocare il ruolo probabilmente più importante è il progetto del Ducato Estense, che vede già completati, per esempio, i camminamenti di piazzale Avanzini, mentre sempre in questo ambito si attende il rifacimento di piazza Martiri. Ma veniamo agli abbattimenti, molti dei quali sono agognati dai cittadini ormai da anni. Secondo il sindaco Claudio Pistoni ciò su cui è necessario concentrarsi al momento non è creare “nuove cose”, ma sistemare quelle già esistenti. Oltre alla già annunciata demolizione del Goya, che dovrebbe essere effettuata indicativamente entro febbraio 2019 e che ha subito un ritardo a causa di un problema tecnico con il primo piano progettuale, sono tanti, amministrazione inclusa, quelli che vorrebbero eliminare dalla città altre “brutture”, come l’ex frantoio dell'Ancora, l’edificio di via Circonvallazione 189, il vecchio Ipsia Don Magnani o l’ex Gegè, anche se quest’ultimo è oggetto di una collaborazione tra il Comune e l’università degli studi di Parma per la creazione di un progetto di riqualificazione. In merito poi al civico 46 di via Respighi, da tempo vuotato per le condizioni di degrado abitativo in cui si trovava, l’ipotesi è quella di non procedere con un restauro, che comunque costerebbe alle casse comunali una spesa consistente, ma di eliminarlo definitivamente per poi ripartire da zero e procedere con la costruzione di nuove case. La ricerca, quindi, è quella di aggiungere qualità a una Sassuolo “spaccata”, tra edifici cadenti e vecchi e altri funzionali e moderni. Il problema attuale, e qui si torna a parlare di denaro, sono proprio i finanziamenti citati prima, in quanto il Comune può richiedere fondi solo per uno di questi progetti che, al momento, potrebbe essere proprio l’abbattimento del 189 sulla Circonvallazione. “L’importante – ha dichiarato il sindaco Pistoni – è iniziare le cose, poi man mano si finiscono: credo sia fondamentale lasciare alla prossima amministrazione una situazione tranquilla e già avviata. Voglio fare l’esempio del parcheggio Unicredit: è lì dal 1989 e solo da poco abbiamo deciso di procedere con i lavori. Ci sono voluti due anni per trovare un accordo con la banca, ma alla fine ci siamo riusciti». Altro abbattimento sperato da molti, ma fuori dalle decisioni che possono essere prese dal Comune, trova spazio anche quello della parte dell’ex Cisa, di proprietà di privati. Sempre in tema di desideri di residenti e amministrazione, c’è infine quello di risanare l’edificio del vecchio centro ceramico presente in via Cavallotti.

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