Gazzetta di Modena

Modena

L’ultimo bilancio della gestione Schena «Erogazioni tutelate»

di Serena Arbizzi
L’ultimo bilancio della gestione Schena «Erogazioni tutelate»

La difesa del presidente uscente per il lavoro svolto  «Non si tratti di quest’ente solo quando ci sono le nomine»

3 MINUTI DI LETTURA





Un’analisi, punto per punto, dei momenti che hanno scandito maggiormente i quattro anni di mandato. E l’appello finale a «non occuparsi della Fondazione soltanto quando ci sono le nomine, ma un po’ più spesso perché come è stato fatto vedere questa sera i temi che la riguardano e impattano sul territorio sono tanti». Questo dopo che i tre sindaci del territorio di competenza della Fondazione, Carpi, Soliera e Novi, hanno ringraziato per quanto ricevuto in questi anni.

Ha avuto i toni di una difesa strenua e accorata del lavoro svolto la relazione di bilancio di fine mandato i cui dati sono stati snocciolati da Giuseppe Schena, presidente uscente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, in un’atmosfera che lasciava presagire chiaramente la fine di un periodo e la svolta verso un nuovo corso. Questo dopo la “guerra” per la presidenza che ha tenuto banco nelle ultime settimane, portando all’unica candidatura di Corrado Faglioni, presente, ieri sera, con una lista di sei consiglieri d’amministrazione abbinati al suo nome.

Venendo ai dati, l’analisi è stata incentrata su due capisaldi che, secondo Schena, hanno caratterizzato gli ultimi quattro anni: salvaguardare il patrimonio senza mortificare le erogazioni. «Nonostante le svalutazioni effettuate ammontino a circa 50 milioni - ha argomentato il presidente - il patrimonio a valori di mercato sia passato da 254 milioni a 264, con un incremento di 10 milioni pari a un +3,9%. Questo in un contesto economico finanziario caratterizzato da un’elevata volatilità dei mercati, testimonia la capacità di gestione finanziaria di tutelarne e accrescerne il valore - ha proseguito Schena - Lo studio evidenzia anche l’impatto della svalutazione di 8,1 milioni eseguita nel 2017 in relazione alla partecipazione al fondo Atlante, rilevando come la Fondazione vi abbia aderito insieme a numerosi istituti bancari, fondazioni e altri soggetti istituzionali, per sostenere un intervento di sistema per fronteggiare le criticità che avrebbero potuto provocare pesanti ricadute negative sull’intero sistema bancario e finanziario e di conseguenza anche sul valore del patrimonio della Fondazione».

Nei quattro anni l’intervento dell’ente che ha sede a palazzo Brusati Bonasi è stato quantificato in 18 milioni, spalmati su salute pubblica e rilevanza sociale, istruzione e ricerca scientifica, arte, cultura e ambiente, consentendo il sostegno a 350 progetti. Nel 2016 le erogazioni della Fondazione sono state di 43 euro per abitante contro i 12 del gruppo delle fondazioni del nord est, dei 25 di Mirandola, dei 36 di Modena. Si è accennato all’Auditorium San Rocco che nel 2017 ha richiamato 11685 persone, alle 54 associazioni ospiti della Fondazione casa del volontariato.

È inoltre diminuito l’asset obbligazionario ed è stata registrata una contrazione dell’azionario con una revisione delle partecipazioni detenute.

L’intervento di Schena è stato preceduto da quello del prof Stefano Cosma che ha illustrato la mission della Fondazione ed è stato seguito da Giorgio Righetti, direttore generale dell’Associazione fondazioni e casse di risparmio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google