Baby gang: «Mi pento di tutto»
Interrogatorio di garanzia per un 16enne della banda: ha ammesso dodici colpi
C’è chi ammette le proprie colpe e dice di volere iniziare a rigare dritto, chi invece si chiama fuori da tutto, affermando di non avere nulla a che fare con la baby gang.
Interrogatori di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari presso il tribunale dei minori a Bologna: il giudice, che ha disposto il carcere minorile per il 17enne ritenuto il capo della gang e il soggiorno in comunità per altri cinque minori, ha voluto ascoltare le versioni di questi ragazzi.
Ragazzi nati a Modena da famiglie di tunisini che, in base alle certosine indagini effettuate dalle polizia modenese, sono stati accusati di aver compiuto almeno trentacinque colpi nell’arco di qualche mese, dalla fine del 2017 sino agli inizi di marzo, a Modena e in provincia.
Uno di questi ragazzi, un 16enne, assistito dall’avvocato Emanuele Alberto Boni, ha ammesso davanti al giudice tutte le sue colpe. «Ha in pratica affermato- spiega l’avvocato - di aver sbagliato e di aver commesso quella dozzina di colpi, tra furti in auto e scippi in strada che in particolare gli venivano attribuiti, assieme agli altri del gruppo. Ha anche ammesso di essere presente durante i raid , durante le scorribande effettuate a bordo delle varie auto». Si trattava di auto che rubavano o che rapinavano per poi effettuare i colpi. Il giovane, ha spiegato l’avvocato, ha parlato di pentimento e della sua consapevolezza di aver sbagliato e soprattutto del voler abbandonare quella vita. «Per questo motivo- ha concluso l’avvocato Boni - chiederemo che possa abbandonare la comunità e ritornare in famiglia in attesa poi del processo».
Una altro ragazzo di sedici anni, assistito dall’avvocato Cimminiello del foro di Bologna, che attualmente in una comunità per minori a Cesena, durante l’interrogatorio si è dichiarato completamente estraneo alla baby gang, di non farne parte, negando così ogni accusa, ogni “performance” che gli inquirenti gli avevano attribuito. Per questo motivo il suo avvocato ne ha richiesto la scarcerazione. I giudice si è riservato di decidere in merito.
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