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Ladri in Sant’Agnese, indagini serrate

Ladri in Sant’Agnese, indagini serrate

I colpi a casa dello chef Bottura, dal suo vicino e in via Valdrighi: banditi con i guanti e a volto coperto

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Indagini difficili, complesse. Non si escludono legami con gli altri colpi in zona ma non ci sono prove dirette, se non il fatto della vicinanza dei luoghi, l’orario in cui è stato consumato il colpo e il fatto che sempre vi fossero gli inquilini all’interno della casa. La polizia indaga sui furti in Sant’Agnese, quello ai danni di una famiglia di professionisti in una villa monofamiliare in vai Valdrighi, quelli in un condominio di viale Moreali, ai danni della famiglia dello chef Massimo Bottura e di un altro inquilino, un professionista. Un palo in strada e un altro in azione: nei colpi c’è sempre una piccola arrampicata e poi una finestra violata con una effrazione seguita dal saccheggio nelle stanze, a caccia di preziosi, orologi, denaro. Merce di valore, che tenga poco spazio, perché la fuga avviene scendendo da dove si è saliti e c’è la possibilità di essere scoperti e di dovere fuggire veloci e “leggeri”. Come in effetti è avvenuto in casa di Bottura: la moglie, Lara Gilmore, verso le 23 si è precipitata in camera da letto perché aveva sentito dei rumori e aveva sentito qualche frase del figlio, pronunciata a voce molto alta, quasi urlata, che aveva rotto il silenzio della serata. È corsa dunque per verificate cosa stesse succedendo e in pochi secondi la donna si è trovata davanti il ladro e ha iniziato ad urlare disperata. Il bandito, definitivamente scoperto, si è dato alla fuga dalla finestra, raggiungendo il complice in basso.

Dunque, tornando alla tipologia dei furti, oltre al contesto della zona residenziale e al modus operandi va aggiunto che i banditi non hanno lasciato impronte perché indossavano guanti e probabilmente, come dicono ala Mobile, non avevano cellulari. Segni particolari? Nessuno. Perché in quei pochi secondi in cui ladro e derubata si sono trovati di fronte, la donna non ha potuto notare pressoché nulla: l’uomo, un adulto, indossava qualcosa, forse un cappello con visiera , che gli copriva il volto. Nel colpo in via Valdrighi inoltre la villa era dotata di parecchie telecamere, ma non hanno registrato nulla: per il fatto che la famiglia era in casa e che nessuno ancora era andato a dormire, il sistema d'allarme non era ancora stato attivato. Per la squadra mobile dunque un lavoro investigativo non facile, ma è quello, purtroppo, che devono svolgere anche per i tanti, troppi, furti messi a segno in modo simile in tutta la città. Nel frattempo nel quartiere e nelle vicinanze la preoccupazione è alta: ieri alla polizia sono arrivate due segnalazioni di residenti che avevano notato via vai sospetto in una villa e in un altra strada qualcuno che armeggiava ad una porta, ma era il padrone di casa rimasto fiori aiutato dai tecnici. (s.to)

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