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Opera di Vaccari ricorderà i Panini

Opera di Vaccari ricorderà i Panini

La famiglia al completo in Corso Duomo per la rimozione della storica edicola

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Sarà una scultura dell’artista modenese Wainer Vaccari a ricordare l’epopea dei fratelli Panini, che prese il via proprio dalla piccola edicola che si trovava lì, sotto il portico a due passi dal Duomo di Modena. Un’opera collocata in sostituzione dell’edicola “dei Panini” che giovedì sera è stata rimossa dalla sua collocazione a cura della famiglia Panini.

Come riferito nei giorni scorsi, il chiosco è stato trasferito, in accordo tra Antonio, figlio di Giuseppe Panini, e i cugini Matteo e Marco, figli di Umberto, all’azienda agricola Hombre dove ha sede il Museo di auto storiche.

«L’edicola di corso Duomo - sottolinea il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli - è un simbolo, il punto di partenza di un’avventura imprenditoriale innovativa, creativa e vincente che dalla nostra città è arrivata nel mondo, portando lontano il nome di Modena e legandolo a connotazioni tutte positive. Ed è per questo che abbiamo condiviso la proposta della famiglia di lasciare sul luogo dell’edicola un segno artistico».

E quel segno arriverà mercoledì 20 giugno alle 18, quando a ricordo degli esordi del successo degli inventori e “re” delle figurine, invece dell’edicola i modenesi e i visitatori troveranno, addossata a una colonna dei portici vicino alla facciata della Cattedrale una scultura in bronzo di Wainer Vaccari. L’artista ha scelto di lavorare sul simbolo sicuramente più conosciuto, una delle immagini più stampate della storia, quella della rovesciata di Carlo Parola che compare sulle bustine e gli album delle figurine dei “Calciatori”. Fu proprio Vaccari, nel 1970 dipendente della Panini, a ridisegnarla e adattarla graficamente facendone il simbolo di quelle figurine che hanno accompagnato e coinvolto generazioni di bambini e ragazzi. Matteo Panini, dando l’annuncio su un social network della rimozione e del trasferimento del chiosco ha scritto: «Da questa piccola edicola è iniziata nel dopoguerra una bellissima avventura imprenditoriale ma soprattutto famigliare, grazie alla nonna Olga che ben presto coinvolse tutti i suoi figli: Giuseppe, Franco, Benito, Veronica, Edda, Norma e Maria. E infine mio papà, che ritornò dal Venezuela perché, come disse lo zio Peppino, l'America è qua».

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