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L’ALLARME DI COLDIRETTI 

«Un piano di prevenzione per i danni da corvi e storni»

«Un piano di prevenzione per i danni da corvi e storni»

«La pazienza degli agricoltori è ormai al limite per lo scempio che storni e corvi stanno facendo sulla frutta primaverile nei campi. Anche quest’anno i danni di questi uccelli rischiano di avviarsi...

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«La pazienza degli agricoltori è ormai al limite per lo scempio che storni e corvi stanno facendo sulla frutta primaverile nei campi. Anche quest’anno i danni di questi uccelli rischiano di avviarsi sulla strada dello scorso anno quando i danni complessivi hanno superato sul territorio regionale i 150mila euro». Lo afferma Coldiretti, che ha chiesto alla Regione di sollecitare l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ad approvare i piani di controllo di questi uccelli.

«Mentre i vecchi piani di controllo provinciali che scadono a giugno o sono scaduti (secondo le Province) appaiono ormai inadeguati, la Regione – informa Coldiretti Modena – ha provveduto a redigere per tempo il piano regionale di controllo per gli storni, che però non può essere applicato senza il benestare dell’Ispra, che non è ancora arrivato. I tempi burocratici non sono però compatibili con i tempi dell’agricoltura. Infatti sono in maturazione specie di frutta particolarmente prediletta da corvidi e storni, come le ciliegie, le susine, le albicocche, le fragole, ma anche colture estensive come il grano. Le aziende agricole – spiega Coldiretti – sono penalizzate da due fattori: il primo è la difficoltà di contenere la sempre più rapida diffusione di questi uccelli, che si contano ormai in termini di milioni di esemplari; il secondo è la difficoltà ad ottenere i risarcimenti dagli enti pubblici, che hanno tempi troppo lunghi. I cosiddetti interventi di prevenzione (reti di protezione, sagome di falco, ultrasuoni, detonatori temporizzati, nastri riflettenti) finanziati dalla Regione, per ammissione della stessa amministrazione regionale si sono rivelati insufficienti in quanto producono un effetto dissuasivo temporaneo e molto limitato nel tempo. Nonostante l’inadeguatezza, l’agricoltore che ha subito un danno ha diritto al risarcimento solo se ha messo in atto questi sistemi. Per questo è necessario avviare subito i piani di controllo a queste specie di uccelli e snellire gli interventi di risarcimento per le aziende danneggiate».

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