Gazzetta di Modena

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Zocca. Tra ville, castelli e chiese Si riscopre l’arte e il bello

di Stefano Luppi
Zocca. Tra ville, castelli e chiese Si riscopre l’arte e il bello

Domenica 20 maggio il Fai svela i tesori del borgo e degli arazzi della famiglia Pio a Samone di Guiglia  Montalbano mette in mostra la residenza gentilizia Caula e la chiesa dell’Assunta

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ZOCCA. Una intera giornata con il Fondo per l’Ambiente italiano alla scoperta dell’Appenino, con “puntate” in luoghi e borghi privati non sempre aperti al pubblico. Domenica 20 maggio il Fai porterà i propri aderenti a Samone di Guiglia con il castellino delle Formiche e Montalbano di Zocca dove si visiteranno il quattrocentesco castello e la gentilizia villa Caula. Gli esperti del luogo racconteranno storie che si perdono nella notte dei tempi, immersi nella natura e davanti a beni architettonici e artistici ancora ben confermati.

Il tour si snoda a partire da Samone con il suo castello sito nella località citata, per la prima volta, in un documento nonantolano del 1048. Samone passò poi alla Abbazia di Nonantola e successivamente a Modena che nel XIII secolo la sottrasse ai bolognesi. Al tempo degli Estensi qui dominavano i Montecuccoli e in seguito i Pio di Carpi e ancora oggi i visitatori vedono l’antico accesso al borgo caratterizzato da un sottopassaggio con portale ad arco di metà quattrocento. Nei pressi di Samone sorge, tra gli altri edifici, anche il Castellino delle Formiche, uno dei “nidi d’aquila” dei Malatineis (Malatigni), potenti signori feudali che avevano fissato il centro del loro potere in alcune rocche alla base dei Sassi di Roccamalatina. Questo antico edificio conserva la torre campanaria, ancora quella originaria ai tempi del duca Cesare d’Este (fine ’500) quando vi abitava qualche esponente della famiglia da cui pare nacque l’appellativo “mala tinea”, tigna cattiva in uso ancora oggi.

Il passaggio successivo del Fai è a Montalbano, con il borgo e il castello citati per la prima volta in un atto del 1186 quando vennero coinvolti nelle aspre lotte tra Modenesi e Bolognesi. Con il dominio Estense a Modena, a partire dalla prima metà del ’300 e sino al 1629 Montalbano fece parte dell’antica “Podesteria di Montetortore”, una sorta di marca di confine con lo Stato Pontificio, governata direttamente dalla “Camera Ducale” per il tramite di un alto funzionario nobile. La rocca rimase un possedimento del duca d’Este fino all’arrivo di Napoleone nel 1796. Di rilievo è anche la chiesa di Santa Maria Assunta che presenta sull’altare una delle opere migliori - e protette - dell’Appennino, una preziosa Annunciazione databile al primo Quattrocento.

Terza e ultima tappa è a villa Caula, insolita dimora di aspetto architettonico vagamente toscano e di proporzioni amplissime, circondata da un alto muro di cinta ed affiancata, ai lati, dagli edifici rustici. Gli esperti definiscono la struttura a “corte murata” che a nord si affaccia, imponente, su un grande campo circondato da colline boscose, monte Po’ Lorenzo e delimitata a sud da un terrapieno che porta al Panaro. La villa ha un aspetto semplice, ma armonioso e ha un piano nobile rialzato con ampio scalone e un fronte alto 30 metri. L’accesso ha sei grandi aperture divise dal possente portale d’ingresso, scolpito in blocchi della locale pietra arenaria: l’opera risale alla seconda metà del XVII secolo, quando un profondo intervento di ristrutturazione diede alla villa la fisionomia che conserva oggi.

IL PROGRAMMA. PARTENZA DA MODENA PRANZO NEL CASSERO

l programma di domenica 20 maggio del Fai è piuttosto denso. Gli iscritti alla Giornata - prenotazione obbligatoria scrivendo a modena@delegazionefai.fondoambiente.it o chiamando 373.7642601 - si ritrovano alle ore 8 nel parcheggio della Motorizzazione Civile di Modena.


La prima tappa è alle 10 con la visita al borgo quattrocentesco “Il Castello” di Samone (Guiglia) ed in particolare alla “Sala degli stemmi" che conserva preziose tempere araldiche legate alla famiglia Pio di Carpi. Nel corso delle visite si farà cenno alla storia locale di Samone, delle vicine rocche de’ Malatigni (qui ci sono il Castellino delle Formiche, la “Rocha Guidonis” e la “Rocha di Sigizo”), alla successiva dominazione dei Pio, alla formazione del marchesato di Guiglia e Marano, al dominio dei Montecuccoli Laderchi.
Alle 11,30 si va a Montalbano a vedere il borgo con la chiesa cinquecentesca dell’Assunta e lo sviluppo urbanistico del mercato della “Zòca”. Dopo il pranzo nell’antico cassero alle 16, attraverso l’antica mulattiera delle Seliciate, si arriva a villa Caula di Montalbano, realizzata a partire dal XVI secolo e inusuale esempio di residenza gentilizia in ambito appenninico. <QM>(s.l.)
 

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