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Costi: «Il laboratorio Emilia esempio di tenacia e qualità»

Costi: «Il laboratorio Emilia esempio di tenacia e qualità»

L’assessore regionale alla Ricostruzione: «Soldi ai Comuni per i cuori dei paesi Siamo a un buon punto, non è ancora finita ma non fermiamoci propria adesso»

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Guarda i dati e sorride, pensa al lavoro fatto e già programma quello che verrà. In mano ha la ricostruzione del terremoto, lei donna per tutte le stagioni, simbolo di un’Emilia frenetica, laboriosa, mai doma. Palma Costi vive le difficoltà e la voglia di rialzarsi della Bassa, della terra in cui vive e con la quale sa di avere un impegno insindacabile: riproporla ancora più bella e appetibile del 20 maggio 2012. Non nasconde i problemi, ma è orgogliosamente soddisfatta.

Assessore, partiamo dai centri storici. Doveva essere l’anno dei cantieri, ma rimane un auspicio.

«Con un’ immissione di consistenti risorse pubbliche puntiamo a completare, accelerando, la rinascita dei centri storici danneggiati dal sisma. Mettiamo in campo ulteriori fondi che metteranno i Comuni nelle condizioni di programmare le progettazioni e le realizzazioni di opere in gran parte concentrate nei centri storici. Questo affiancherà il completamento delle opere già approvate e appaltate. Sappiamo che ci troviamo di fronte ad opere molto complesse siano quelle delle Umi abitative o degli edifici pubblici e quelli di culto. Ma il lavoro prosegue e come Regione continueremo ad assistere i Comuni, sapendo che la parte finanziaria è finalmente tutta a disposizione».

Cosa si può fare per rianimare i cuori dei paesi?

«Usare le risorse che abbiamo per sostenere le attività commerciali, artigianali e di servizio; organizzare eventi; renderci attrattivi. Continueremo a finanziare i piani organici per riqualificare parte dei paesi, penso alle nuove piazze o ai marciapiedi, ma anche per dare sostegno ai commercianti che rendono vitali i centri storici. Le zone franche urbane servono, ma stiamo lavorando anche su altri aiuti».

Lei è anche assessore alle Attività produttive: la Bassa ha vinto la propria sfida.

«I numeri parlano chiaro, ma ciò che più mi preme è il fatto di essere riusciti a portare nella nostra terra anche imprese che prima non c’erano. Sono inorgoglita di come le attività economiche abbiano risposto al terremoto. Noi ci abbiamo messo alcuni strumenti, ma gli imprenditori hanno fatto davvero un grande lavoro».

Quindi a che punto siamo con la ricostruzione?

«Io penso positivo, siamo in una fase avanzata, forse la più complessa. Ritengo che siamo un laboratorio propositivo di esperienze innovative e tenacia. Capisco la stanchezza della gente che ogni giorno deve fare i conti con il sisma, ma credo ci debba essere più consapevolezza di quanto si sta facendo anche se è umano il voler dimenticare la bruttissima esperienza vissuta».(fd)



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