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Medici e fine vita le istruzioni per l’uso con la nuova legge

Medici e fine vita le istruzioni per l’uso con la nuova legge

Il testamento biologico al centro dell’incontro organizzato dall’Asla con sanitari, esperti e gli specialisti in bioetica

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Come applicare le nuove disposizioni sul testamento biologico? Che cosa devono e possono fare i medici di base di fronte alle volontà espresse dai famigliari dei pazienti che non hanno speranza di recuperare una vita cosciente?

Sono queste le domande a cui hanno cercato di dare una risposta gli specialisti in bioetica e i sanitari invitati dall’Accademia di Scienze Lettere e Arti che hanno messo insieme attorno a un tavolo esperti di vari settori. Molti nomi di spicco, da Maurizio Mori, presidente della Consulta Nazionale di Bioetica a Nicolino d’Autilia, già presidente dell’Ordine dei Medici di Modena e primo presidente del Comitato Etico della nostra provincia. Assieme a loro hanno portato un contributo Vanna Rinaldi, medico di famiglia che ha tenuto un accurata relazione partendo dai tanti casi che ogni giorno si presentano nell’attività professionale dei sanitari. Non sono mancati gli aspetti più squisitamente filosofici con Maria Zanichelli, Enrico De Micheli e don Gabriele Semprebon che hanno spaziato dai principi della nuova legge al concetto di autodeterminazione del paziente.

Un punto, quest’ultimo, che è oggettivamente quello più controverso. Le norme approvate nel dicembre 2017 dal Parlamento affidano al potenziale paziente, o a chi viene da lui indicato in anticipo come tutore delle sue volontà se è incapace di decidere, il diritto a scegliere le cure da accettare e rifiutare. Nei casi estremi, ovviamente: la scelta se accettare o meno l’alimentazione artificiale piuttosto che la ventilazione artificiale, la dialisi o le trasfusioni, spetta a chi è stato indicato per tempo dal malato, un parente o un estraneo. Di fronte a questa manifestazione di volontà anche il medico deve fare un passo indietro e accettare le scelte, consolidate in un atto depositato all’anagrafe o da un notaio.

Di fatto ora la legge deve camminare con le sue gambe ma molti sono gli interessi in campo che puntano a disarticolarla, per complicare la vita ai pazienti e ai parenti.

«Lo scopo per cui abbiamo promosso questo incontro - spiega il professor Marco Sola, presidente della sezione di Scienze Fisiche dell’Asla - è stato quello di fornire elementi di conoscenza tecnica sulla norma in modo da poter essere poi riportate alla platea dei medici modenesi».

«I medici di famiglia modenesi - spiega dal canto suo il dottor Nicolino D’Autilia - hanno bisogno di istruzioni chiare e precise. Anche noi come Ordine a breve terremo un seminario su questi temi, per offrire un prontuario di istruzione a chi si trova in prima linea con le famiglie. La relazione tra medico e paziente tra deontologia e prassi non è semplice quando si affrontano questioni che riguardano la bioetica».

«I progressi vertiginosi in medicina nell’ultimo mezzo secolo - ha spiegato da parte sua la dottoressa Vanna Rinaldi - dal trapianto di cellule staminali ai trapianti d’organi ci portano all’illusione di poter controllare la vita e persino la morte con la vertigine della sopravvivenza prolungata. In buona sostanza oggi il paziente chiede al medico di non soffrire, di finire la vita tra i propri cari e di non essere lasciato solo. È da questo credo che dovremmo partire».

Saverio Cioce

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