«Teatro Carani, sul futuro solo strumentalizzazioni»
Il comitato accusa il sindaco Pistoni di aver parlato di possibile acquisizione «perché è già iniziata la campagna elettorale in una città senza un polo culturale»
Parte una nuova offensiva dal comitato “Salviamo il teatro Carani”, scatenata dopo le recenti affermazioni del sindaco Claudio Pistoni che, nei giorni scorsi, aveva parlato di ipotesi di lavoro per la nuova amministrazione comunale (2019-2024) su un progetto che lui stesso non ha mai abbandonato. «Dopo anni d’immobilismo in merito al teatro Carani, all’apertura della campagna elettorale, ufficialmente iniziata dopo il cataclisma delle politiche del 4 marzo scorso – dichiara la portavoce Laura Franchini - , ecco che arriva il “coupe de theatre” del sindaco Pistoni: improvvisamente dove c’era miseria spuntano milioni di euro e dove c’erano solo problemi spuntano idee e opportunità ed esce, sulla stampa la notizia che “i soldi ci sono”, “dal prossimo anno accelerata decisiva” e “Il Comune mette in agenda l’acquisto tramite i soldi di una fondazione”. Superfluo dire che ogni azione concreta volta alla riapertura dello storico teatro cittadino ci vede favorevoli e concordi. Abbiamo quindi chiesto, al sindaco e ai vertice della fondazione, chiarimenti riguardo tempistiche, modalità, cifre». Le azioni concrete, in un secondo momento, le ha puntualizzate proprio Pistoni, visto che le sue parole iniziali (“dal prossimo anno se ne potrà parlare meglio”) sono poi state ulteriormente chiarite. «Per il prossimo anno – ha ribadito il sindaco – intendevo ed intendo “l'inizio della prossima legislatura”, quando si potrà contare anche su nuovi aiuti da parte della fondazione; senza strumentalizzazioni di sorta». «Il comitato “Salviamo il teatro Carani – ribatte Laura Franchini - che in tutti questi anni è servito a tenere viva la memoria e a portare la notizia su scala nazionale e a conoscenza di tantissime personalità del mondo dell’arte, non solo non ha fatto alcuna strumentalizzazione, ma ha semplicemente chiesto delucidazioni, oltre modo legittime, alle parti. Appare inoltre curioso che, a fronte di una richiesta di approfondimento della notizia da parte nostra fatta alla giunta, esca un’immediata smentita. Ci preme sottolineare che, qualunque richiesta di delucidazioni in merito alla questione teatro Carani, fatta da noi come da “chicchessia”, non solo è legittimata dalla situazione del teatro, ma anche dalla situazione del Comune di Sassuolo, di fatto privo di un contenitore culturale vero e proprio, nonché del suo teatro più storico ed importante». Il finale di Franchini, a nome del comitato di cui fa parte, arriva con due perentori interrogativi: «Ci chiediamo, con forza: qual è la verità? E, soprattutto, al netto di ogni tipo di strumentalizzazione: quando riaprirà il Teatro Carani?».
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