Aggredita e rapinata la referente dell’Ant di Mirandola
L'ex consigliere comunale Maria Grazia Zagnoli inseguita e ferita da un uomo dopo la fiera. «Situazione indegna»
MIRANDOLA. Aggredita alle spalle e gettata a terra da un uomo che poi le ha rapinato la borsetta, contenente gli incassi della serata in fiera dell’Ant, l’Associazione Nazionale Tumori, di cui è referente di zona. Choccante la disavventura capitata a Maria Grazia Zagnoli, conosciutissima volontaria, e per molti anni consigliere comunale. Zagnoli è stata trasportata in ospedale, anche perché, è noto, è appena uscita da un calvario di anni, provocato dal terribile incidente sulla statale 12. Uno scontro frontale con l’auto di un uomo che non era in condizione di guidare, e che ha costretto Mariagrazia a mesi e mesi di ospedale, oltre a una serie di interventi chirurgici.
«Sono stata dimessa nella stessa notte di sabato - racconta - non sembra ci sia niente di rotto, ma dovrò essere sottoposta ad altri accertamenti. Per ora ho una tumefazione alle ginocchia e un gran dolore alla spalla».
La rapina si è consumata poco prima della mezzanotte, quando era da poco finito il concerto di Katia Ricciarelli. A commetterla un uomo di mezza età, quasi certamente un magrebino che bazzica il centro e ha seguito la Zagnoli, prima di aggredirla in un vicolo a ridosso di via Castelfidardo.
«Sono stata dalle 17 alle 23.30 al banchetto dell’Ant - spiega la vittima - Alla chiusura, con l’incasso, mi sono avviata verso la nostra sede di vicolo Bonatti, trasversale di via Volturno. Sono passata dietro al palco dove ha cantato la Ricciarelli. A terra c’è della ghiaia, sentivo i passi di una persona, pensavo andasse nella stessa direzione. Invece, proprio mentre prendevo fuori le chiavi per aprire l’ufficio, mi sono sentita afferrare, e gettare a terra. Neppure il tempo di realizzare che quell’uomo ha cercato di strapparmi la borsetta. Ero per terra, a faccia in giù, ho provato a resistere ma quell’uomo è riuscito a impossessarsi della borsetta. Dentro c’erano e chiavi di casa, dell’auto, della sede, il telefono cellulare, effetti personali, i 70 euro dell’Ant e altri 280, miei. Poi tutti i documenti, compresa la carta di credito…».
Mariagrazia ha urlato e ha notato l’uomo che si allontanava. «Mi ha soccorso per prima una signora che era scesa a portare a spasso il cane. Abbiamo chiamato la polizia e dato l’allarme».
Così, mentre la Zagnoli era in ospedale (prognosi iniziale di 7 giorni), iniziavano le indagini. La borsetta, un costoso modello di Braccialini regalo della figlia, è stata ritrovata a terra alcune ore dopo. Ovviamente senza portafogli. «Una situazione indegna. Non si può più vivere così. Pochi giorni prima dell’incidente mi ero svegliata di notte con due uomini che mi stavano svaligiando casa. Urlai, fuggirono, ma mi avevano già preso orologio, soldi e oggetti preziosi. Ora se vuoi fare una manifestazione benefica devi andare a chiedere permesso al prefetto dieci volte, salvo poi che di sera, con il centro ancora pieno di gente, devi avere paura di essere aggredita, devi startene in casa perché nella tua città un uomo ti può ferire e, se lo prendessero anche, torna in libertà il giorno stesso».
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