Corsi formativi, le agevolazioni
Credito d’imposta alle imprese che investiranno per acquisire competenze nelle tecnologie 4.0
Anche se il governo italiano è ancora in via di formazione, nella sua navigazione "a vista" il gabinetto Gentiloni e il parlamento non rimangono totalmente inermi. Prosegue infatti l’iter per la piena operatività del credito d’imposta relativo alle spese di formazione 4.0, introdotto dalla legge di bilancio 2018.
È stato firmato, infatti, il decreto interministeriale che detta le necessarie disposizioni applicative. Dopo gli ulteriori passaggi procedurali, il provvedimento verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e quindi sarà pienamente operativo.
Il nuovo "bonus" ha l’obiettivo di supportare e incentivare l’acquisizione di competenze nel campo delle tecnologie da parte dei lavoratori dipendenti delle imprese italiane. Le spese che danno diritto al credito d’imposta sono quelle che le imprese sosterranno nel corso del 2018. Più precisamente, il credito è attribuito nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività formative agevolabili. Inoltre è riconosciuto fino a un importo massimo di 300mila euro per ciascuna impresa beneficiaria.
È stato anche approvato, in esame preliminare, un regolamento che individua l’organismo competente alla gestione delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2018 per perseguire obiettivi di politica economica e industriale, connessi anche al programma “Industria 4.0”, ai cui fini è stato istituito uno specifico Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività.
Come specificato anche dalla Agenzia delle Entrate "Il regolamento definisce anche l’assetto organizzativo che consente l’uso efficiente delle risorse del Fondo per favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del venture capital italiano ed estero (articolo 1, comma 1092, legge 205/2017)". Sono questi passaggi importanti e, a livello procedurale, fondamentali per la definitiva attuazione del credito d’imposta, poiché quest’ultimo rappresenta uno strumento destinato a valorizzare la formazione dei lavoratori nell’ottica della strategia di recupero di competitività internazionale da parte delle imprese nazionali. Rimane l'incertezza legata alla commistione di queste norme che erano state varate dal vecchio governo e che trovano attuazione in un momento di grave incertezza politica. L'intrecciarsi infatti di queste leggi con le nuove formulazioni fiscali annunciate dai prossimi inquilini di Palazzo Chigi potranno comunque lasciare trapelare qualche retro marcia su tutti i precedenti incentivi.
È auspicabile che i nuovi ministri capiscano che concretamente tutte le manovre per incentivare le imprese devono rimanere per non creare ulteriori incertezze sul futuro.
Giorgio Guandalini
dottore commercialista
revisore contabile
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