Due donne perseguitate dai compagni violenti
Un 64enne manda più di 60 sms al giorno e poi distrugge il bar dove lei lavora Anche un 73enne nei guai: lancia un palo e punta una vanga contro la vittima
È arrivato a mandarle fino a 68 messaggi al giorno perché non si rassegnava alla fine della loro relazione. E l’ha sottoposta a continue, pesanti vessazioni. Ha danneggiato i locali del bar che gestisce con la sorella, rendendo inutilizzabili bancone, bagno, fornello a gas e forno a microonde. Non pago di tutto ciò, ha minacciato i suoi figli perché gli dessero i nuovi recapiti della madre, la sua ex compagna.
Si sono concluse le indagini preliminari a carico di un uomo di 64 anni, originario di Napoli, accusato di atti persecutori nei confronti della sua ex, una donna carpigiana. Presto, quindi, dovrebbe iniziare il processo durante il quale dovrà rispondere dei comportamenti persecutori messi in atto. Ogni giorno il 64enne minacciava la vittima rendendosi protagonista di gravi episodi. Come, appunto, quando le ha distrutto il bar. Oppure quando, davanti all’ennesimo rifiuto, ha brandito un bastone di legno di 50 centimetri, “così ti spacco la testa”, minacciava l’uomo rivolgendosi alla vittima. In più occasioni, dunque, è stato evidente come il compagno violento fosse disposto a fare del male alla carpigiana pur di raggiungere lo scopo di tornare con lei. Tra gli ultimi episodi, c’è un biglietto lasciato sull’auto della donna con scritto: “Tu fai la furba, hai paura perché mi hai lasciato la vigilia di Natale come un cane. Io ti ho perdonato ma adesso hai ancora paura quando mi vedi perché mi stai facendo del male».
Un’altra situazione simile riguarda un uomo di 73 anni, domiciliato a Carpi, originario del Mantovano. L’uomo è indagato per atti persecutori perché minacciava la ex. “Picchio te e tuo figlio, ti tiro il collo”: queste le frasi che il 73enne rivolgeva nei confronti della donna, arrivando addirittura a scagliarle un palo contro. Il carpigiano è anche indagato per violenza privata: in un’occasione ha impugnato una vanga contro la vittima dicendole: «Smettila di fare denuncia, altrimenti ti picchio, ti do una testata che ti ammazzo». In questa circostanza, la vittima si trovava sulla sua auto nel cortile di casa. L’uomo le ha impedito di uscire con le minacce. Anche in questo caso si sono concluse le indagini preliminari e inizierà il processo. Il comandante della Compagnia di Carpi Alessandro Iacovelli lancia un messaggio alle vittime di violenza. «Denunciate perché questi casi dimostrano che si può arrivare fino al processo - commenta il capitano - Invitiamo chi avesse bisogno di aiuto ai rivolgersi ai vari comandanti di stazione del territorio e, all’occorrenza, anche al capitano».
Serena Arbizzi
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