Seta, stop degli autisti adesioni oltre il 95%
C’era anche una bara con lo striscione “Seta, in nome del profitto sono morti diritti e sicurezza” davanti alla delegazione degli autisti Usb che hanno raggiunto il Comune.Per lo sciopero degli...
C’era anche una bara con lo striscione “Seta, in nome del profitto sono morti diritti e sicurezza” davanti alla delegazione degli autisti Usb che hanno raggiunto il Comune.
Per lo sciopero degli autisti di Seta ieri mattina le astensioni hanno raggiunto la totalità dei lavoratori nei depositi esterni e del 95% tra i colleghi dei principali turni, e anche i dipendenti dell’officina questa volta si sono fatti sentire con una partecipazione del 90%. Come le altre volte invece gli i mpiegati sono rimasti alla finestra e sono andati regolarmente al lavoro. Questi sono i dati forniti dai sindacati che hanno promosso i sindacati che hanno promosso l’agitazione, ovvero le quattro sigle che aderiscono da tre anni al tavolo di mobilitazione (Faisa Cisal, Cisl, Uil e Ugl) a cui ha partecipato anche il piccolo ma battagliero sindacato Usb.
Questi ultimi hanno incontrato in piazza Grande l’assessore Bosi a cui sono state spiegate le ragioni che hanno portato gli autisti, in prima linea nei problemi di gestione per orari, sicurezza e tempi di percorrenza, ad arrivare al dodicesimo giorno di protesta. «Bosi - spiega in una nota Usb - ci ha garantito che porterà in giunta oggi - stamattina i fatti al centro della protesta, con gli incendi degli autobus causati dalla mancanza di manutenzione e investimenti sbagliati. Un problema che coinvolge l'incolumità non solo dei lavoratori ma di tutti i cittadini utenti del servizio pubblico».
Con il bus andato a fuoco giovedì 17 maggio tra Modena a Campogalliano sale a quattro il bilancio dei mezzi finiti distrutti dalle fiamme in questi primi mesi del 2018, escludendo ovviamente gli altri che nei mesi precedenti hanno fatto la stessa fine o sono stati rottamati per quasti meccanici al motore e irrecuperabili.
Su questi argomenti anche il Movimento 5 Stelle sta presentando interrogazioni per controllare la situazione all'interno di Seta.
«Sotto la gestione Bulgarelli-Muzzarelli - affermano in una nota - si sono avuti aumenti delle tariffe senza miglioramento di servizi, attriti fra dirigenza e dipendenti, malfunzionamenti dei bus, sindacati contro Bulgarelli, criticità lavorative che hanno portato a sanzioni “per uso improprio del suo personale sulle ore aggiuntive” come è emerso a seguito di ispezioni effettuate dall'Ispettorato del Lavoro di Modena».
«Il nuovo corso di Seta targato Muzzarelli - continuano i pentastellati - è iniziato ad agosto 2015 con il rinnovo della carica di presidente, nomina che venne affidata a Vanni Bulgarelli, prima dirigente in Hera e poi uomo del comitato elettorale di Gian Carlo Muzzarelli alle elezioni amministrative. Un candidato, Bulgarelli, che durante le audizioni dichiarò apertamente che “non ne sapeva nulla di trasporti”. Il Movimento 5 Stelle l’11 maggio scorso ha presentato un'interrogazione relativa agli ultimi casi degli autobus Seta andati a fuoco a Modena e provincia. Ma è paradossale che mentre per il trasporto pubblico i finanziamenti siano contenuti, gli enti locali continuino a sostenere i progetti delle autostrade Bretella e Cispadana pari a due miliardi di euro. La proposta che sosteniamo è quella di spostare le risorse pubbliche destinate alle grandi infrastrutturali inutili verso la manutenzione, al miglioramento delle strade e delle ferrovie esistenti, al trasporto pubblico locale e alla mobilità sostenibile».
«La frequenza degli incidenti ai bus che finiscono in fiamme - concludono - desta apprensione e rischia di mettere a repentaglio l’incolumità dei passeggeri, ma anche di disincentivare l’utilizzo del trasporto pubblico». (s.c.)
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