Gazzetta di Modena

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Tnt-Traco, lo stipendio dopo scioperi e presidio a Modena

di Saverio Cioce
Tnt-Traco, lo stipendio dopo scioperi e presidio a Modena

Più di 60 dipendenti in agitazione per il pagamento delle ultime mensilità dopo il subappalto. Trattativa di 9 ore, promessa di saldo e stop alle agitazioni

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MODENA. Grosso presidio di protesta ieri mattina in via Germania dove due terzi dei dipendenti ha incrociato le braccia per protestare contro i mancati pagamenti delle ultime mensilità.

La ragione? Una serie di subappalti che hanno lasciato senza copertura i lavoratori che da un passaggio all’altro ogni volta, sino a oggi, hanno rimesso soldi. Niente anzianità aziendale, niente pagamento dei permessi ma soprattutto non è stata pagata la liquidazione e anche lo stipendio dell’ultimo mese è una chimera. A metà mattina la Tnt-Traco offre lo spiraglio di una trattativa: la discussione va avanti per nove ore consecutive, senza interruzioni.

E all’ora di cena diventano definitive le linee dell’accordo, una soluzione provvisoria che accontenta entrambe le parti.

La Tnt Traco accetta di farsi carico di una parte delle spettanze dovute dall’ex datore di lavoro, ovvero la ditta Bieffegi, che la società di consegne e logistica ha cambiato a metà anno. Il cambio del subappalto ha portato alla ribalta una nuova azienda, la Cargo Zeta, che a sua volta ha proposto di versare come anticipo la parte mancante dell’ultimo stipendio. Tutto questo per la parte base del mensile, perchè fra dieci giorni inizieranno le trattative per definire le posizioni individuali di ogni dipendente e andare verso il pagamento di tutto il dovuto.

Oggi quindi il lavoro riprende senza problemi. La trattativa ha portato a questo primo risultato e l’agitazione è sospesa. «In pratica - spiega Enrico Semprini, leader e portavoce dei Cobas che raccolgono più di una quarantina degli oltre sessanta dipendenti modenesi di Tnt-Traco - I lavoratori hanno lavorato negli ultimi 45 giorni senza essere retribuiti e senza prospettive. Sono alle prese con gli affitti e le bollette da pagare e quindi non accettano più questi comportamenti. Finora Traco non si faceva carico dei problemi creati dal suo subappaltatore, ma la mobilitazione dei lavoratori li ha convinti a cambiare idea. I soldi dovuti vanno pagati, nei tempi più brevi possibili, senza scorciatoie».

Molto forte l’esasperazione tra i dipendenti che ieri hanno partecipato al presidio. Il timore dei lavoratori in sciopero è che la situazione stia scivolando verso un nuovo “caso Castelfrigo”, con i subappaltatori che prendono il lavoro al massimo ribasso e poi non pagano il dovuto. E, tra un subappalto e l’altro, spariscono qualifiche e pagamenti arretrati, dapprima promessi e poi non più esigibili. Un caos calmo che secondo i lavoratori, ultimo anello della catena, viene pianificato e messo in conto cercando di rinviare ogni saldo sino al crac finale.

Per questo ieri davanti alla sede Traco di via Germania sventolavano le bandiere dei Cobas e i lavoratori in sciopero erano disposti a inasprire la lotta. Questo a parole almeno perchè nei fatti non c’è stato nessun disturbo nei confronti dei furgoni che entravano e uscivano dal piazzale per trasportare colli pronti per le spedizioni. Quello che crea disorientramento è il fatto che la catena dei subappalti, la piaga di tutto il settore della logistica, dopo essersi diffusa tra le imprese minori o più chiacchierate, si stia allargando verso giganti internazionali, come la Tnt-Traco appunto. Di qui l’attenzione con cui viene seguita questa vertenza - pilota.


 

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