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proteste dei residenti  

Torrenova, atti vandalici e il ritorno dello spaccio

Torrenova, atti vandalici e il ritorno dello spaccio

Ci sono due costanti, ormai da tempo, al Torrenova: la presenza di gruppi e gruppetti di ragazzini e quelle nella zona della “casa del fabbro”, quel complesso di ruderi fatiscenti dove , una volta...

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Ci sono due costanti, ormai da tempo, al Torrenova: la presenza di gruppi e gruppetti di ragazzini e quelle nella zona della “casa del fabbro”, quel complesso di ruderi fatiscenti dove , una volta smaltito l'effetto dei blitz e degli arresti delle forze dell’ordine, tutto ritorna come prima , con nuovi inquilini che vi bivaccano e, soprattutto, il giro dello spaccio che continua con nuovi protagonisti.

Partiamo dalle bande dei ragazzini e dalle loro scorribande. Come hanno spiegato i residenti ci sono due gruppi, quello formato dai più piccioli, dai dodici ai quattordici anni, e quello invece di adolescenti dai 16 anni in su, con alcuni maggiorenni.

I più piccoli , spiegano i residenti, si trovano al pomeriggio nella piazza dietro al supermercato poi sui spostano verso la fontana per poi stazionare spesso nelle vicinanze del campo da basket, tra le panchine e montagnole. «Sono quasi tutti italiani - spiegano al Torrenova - e sono capitanati da uno un po’ più grande, un maghrebino. Domenica questi ragazzini hanno infastidito un gruppetto di bambini che festeggiava un compleanno e si erano accaniti contro una bicicletta, prendendola a calci». Sono intervenuti alcuni genitori che li hanno allontanati e questi si sono sposati sulle montagnole, vicino al campo di basket. L’indomani è stata trovato un alberello di quelli appena piantati stroncato in due e alcuni grossi rami spaccati ad una pianta adulta. Atti vandalici che non fanno altro che sommarsi ad altri ,un po’ in tutta la zona. L’altro gruppo arriva verso le 18 e resta sino a sera tardi: scooter, bici, alcuni hanno anche l’auto. I residenti vedono questi dieci, quindici, venti ragazzi e sopratutto li sentono: «fanno sempre confusione e non puoi dire nulla loro, se no fanno ancora più casino. Siamo assediati» dicono. Dall’altra parte dei vecchi binari che costeggiano il Torrenova ci sono il boschetto e il gruppo di case pericolanti detto “casa del fabbro” perché nelle vicinanze vi è la bottega proprio di un fabbro, un professionista del tutto estraneo a quanto accade lì attorno.

Dopo appostamenti e allontanamenti, ora alcuni maghrebini si sono di nuovo insediati all'interno. C’è via vai, incontri sulle panchine per lo spaccio, uscite ed entrate tra i ruderi, classici segnali del giro di spaccio di sostanze stupefacenti. I controlli e gli appostamenti possono ricominciare.

Stefano Totaro

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