Coop carni, 200 modenesi da anni in attesa del Tfr
Ieri la protesta davanti alla sede Inps di Modena: le lavorazioni presso Inalca erano appaltate alle due aziende poi fallite e gli addetti aspettano dal 2015
Dopo la complessa e ancora aperta vertenza della Castelfrigo, Flai Cgil torna in piazza con un'altra vicenda che questa volta fa riferimento a due cooperative di manodopera, la "Consorzio Euro 2000" e la "King Service", ex appaltatrici dell'Inalca di Castelvetro. Un gruppo di ex lavoratori delle due coop di lavorazione carni ieri ha dato vita a un presidio davanti alla sede Inps di Modena per richiedere il Tfr. Nonostante la ditta abbia infatti disdettato l’appalto con le due cooperative nel 2015, i lavoratori non hanno ancora ottenuto il Tfr. La vicenda non riguarda solo Modena ma è molto estesa: erano infatti 900 i lavoratori impiegati all’interno delle due cooperative di manodopera: 200 a Modena, i restanti 700 tra Lodi e Rieti. Anche questa volta il meccanismo sembra ripetersi:gli appalti vengono vinti dalle cooperative a un prezzo bassissimo, dopo pochi anni l’azienda disdetta l’appalto e la cooperativa dichiara il fallimento. Dopo la fine del rapporto di lavoro con l’Inalca, le cooperative "Consorzio Euro 2000" e "King Service" hanno dichiarato il fallimento e i lavoratori, nonostante siano ormai passati tre anni, non hanno ancora ricevuto il trattamento di fine rapporto.
«Siamo qui anche a causa di tutta una serie di problemi tecnici che non imputiamo solo ed esclusivamente all'Inps - dice Marco Bottura, segretario Flai Cgil di Modena - È il sistema legislativo e burocratico a essere troppo complesso e tutto ciò rende ancora più lenta e complicata la risoluzione delle problematiche».
I meccanismi di recupero del Trattamento di fine rapporto, infatti, sono sempre più complessi per varie ragioni. In primo luogo esistono due fondi: il fondo di garanzia e il fondo tesoreria, istituito nel 2007.
«Esistono posizioni che sono doppie e sovrapposte - prosegue Bottura- Il sistema degli appalti genera il cosiddetto “buco del Tfr”, ovvero tutti sanno che esiste in fondo di garanzia e proprio per tali ragioni spesso le cooperative non versano il Tfr». Un altro problema riguarda la sede di competenza dell’Inps: la sede legale delle due coop è Lodi ma l’Inps che dovrebbe svolgere le pratiche deve corrispondere al luogo di residenza del lavoratore. «Il direttore dell’Inps di Modena è molto disponibile - conclude Bottura- Ha ascoltato e promesso un coordinamento con le altri sedi Inps».
Sara Donatelli
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