Nicola Zucchi, il dj giramondo uomo della notte di piazza Grande
Da Los Angeles a Ibiza, da New York a Montecarlo è uno dei più richiesti nelle discoteche e nei party più esclusivi
MODENA - Mentre si mangia un gnocco fritto made in Modena in un tavolino della rinata piazza XX Settembre, nascosto dagli occhiali da sole, mi viene in mente “Gente della Notte” di Jovanotti cambiata così... “Mi chiamo Nicola Zucchi faccio il dj e non vado mai a dormire prima delle sei”. Ma potrebbe anche essere sua “Walking in rhythm” dei Blackbyrds che quando uscì nel 1974... Be’ lui non era ancora nato. Un must della storia del soul.
Faccia da bravo ragazzo, simpatico, estroverso, sorridente e nel portafoglio qualche bella rivincita Nicola Zucchi è con gli amici di una vita. Sempre lo stesso. Anche se mentre arraffa il gnocco, suona il telefono e dall’altra parte c’è un signore che di nome fa Bob e di cognome Sinclar. Perché Nick da un paio d’anni a questa parte è uno dei dj italiani più famosi e ricercati. Giramondo che ha già date fissate nelle più famose discoteche italiane, europee e americane fino al prossimo anno.
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Se andate su Instagram le foto che posta valgono più di ogni parola e capirete perché Nicola oggi è uno dei top dj. New York, Montecarlo, Honduras, Cuba, Mexico, Dubai, Bodrum, Bahamas, Londra, Milano, Chicago, Los Angelese, Porto Cervo, Saint Tropez, Cortina, Montreal, Detroit, Ibiza, Mikonos, Barcellona, Riccione... Eeh le notti in Riviera sono sempre le notti in Riviera. Una vita da globetrotter a far ballare nelle discoteche più cool del mondo. Salendo e scendendo da jet privati. Come quello di Gianluca Vacchi, mister Enjoy da un po’ pure lui dj con cu riempie i locali. «Ma il mio rifugio è Modena, casa, mia moglie Delfina, carpigiana che ho sposato in autunno, lo Snoopy, la storica discoteca che ho rilevato con altri due amici... Eppoi la compagnia di amici con cui sono cresciuto. Essere sulla cresta dell’onda non mi ha cambiato. E forse devo tutto a questo, essere rimasto sempre lo stesso».
Di studiare non è che ne avesse una gran voglia. Ma di ascoltare musica sì. Eccome.
«A otto anni sento per radio un disco di Elvis Costello e mi faccio accompagnare da mia madre da Freetime in via Farini. Quando il negoziante ha capito che ero io e non mia madre che voleva il disco è sbiancato...». Prova l’università ma non va. «Mamma Giuliana è farmacista. Papà Giovanni imprenditore e all’epoca, alla fine degli anni Novanta era difficile fargli capire che quella del dj era una vera professione e si poteva guadagnare bene...». L’inizio è come pierre nelle discoteche. «Col carattere che mi ritrovo riuscivo a coinvolgere intere compagnie e andavo nei locali riempiendo i tavoli. Ma in testa avevo la musica, i mixer e grazie all’amicizia con Enzo Mammato, quello che di fatto ha inventato la figura del vocalist nelle discoteche, riesco a prendere la consolle del Pineta di Milano Marittima. In più un po’ “spaccamaroni” come sono - ride - ero riuscito a diventare amico di Bob Sinclar e le discoteche, tutti i produttori mi cercavano per avere i suoi contatti.... L’altra fortuna è stata che a inizio 2000 quando con altri dj dividevo il mixer del Pineta il locale era diventato il più famoso in Italia». Si ispira a Dimitri of Paris, Cassius, Duft Punk, Sinclar, alla house legata alla disco, l’Uomo della Notte che gira il mondo. «Con Sinclar e poi David Guetta il dj è diventato una rockstar. Se a Las Vegas o nei locali più famosi un tempo i super contratti erano per gente come Sinatra, come Celin Dion, come le più famose band, oggi c’è un albergo-casino come l’Omnia che offre un contratto di tre anni in esclusiva a Calvin Harris per 280 milioni di dollari. Una sera alla settimana e dal Sud America al Nord Ameirca se vuoi ballare al ritmo della sua musica, lo trovi solo a Vegas una sera a settimana». Dj ai party delle maison della moda, al Twiga di Montecarlo che con Gianluca Vacchi ha strariempito lo scorso anno prima del Gran Prix, le strade di Zucchi e Mister Enjoy da un anno si incrociamo spesso. E fanno la fortuna dei locali. «La tecnologia è stata la rivoluzione. Pensate ad Avicii, che a sedici anni con un disco fatto in cameretta era diventato il più famoso al mondo. Negli anni ’70-80 (la musica che ho nel cuore e a cui tutti più o meno attingono), un brano nasceva da una cultura, un background di grandi arrangiatori».
Già. L’immenso Quincy Jones e vicino casa il mirandolese Mauro Malavasi («Un grande!»), capace di passare dalla dance dei Change... a Lucio Dalla .
«Ora un programma come Ableton Live o Logic e basta una canzone, una sola canzone e il tuo mondo va sottosopra».
L’estate di Nicola - nipote di nonno Alegardo che qualche giorno prima di andarsene gli disse “Bravo hai realizzato il tuo sogno!”, e che ha saputo convincere a forza di successi e serate internazionali mamma e papà - sarà a Ibiza. Tutti i mercoledì dj resident all’Amnesia. Ma è un giorno su sei.
Tutti gli altri giorni della settimana l’Uomo della Notte dalla vita “Walking in rhythm” è a far ballare in giro per il mondo. E se lo volete... non costa poco.
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