«Immondizia, topi, debiti Abitiamo in una discarica»
Residenti esasperati: «Ci sono inquilini che non pagano le spese condominiali L’ultima sorpresa è stata l’arrivo dei profughi all’ottavo piano senza preavviso»
Sacchi della spazzatura buttati fuori dai cassonetti condominiali. Grandi quantità di biciclette accatastate. Debiti di condomini che non saldano le rate per migliaia di euro e ricadono sulle spalle degli inquilini onesti. A queste problematiche denunciate dai residenti del condominio di via Nicolò Biondo 1 si aggiunge l’arrivo dei profughi «senza preavviso - commenta una residente - Non abbiamo nulla contro questi ragazzi, ma per noi è stata una sorpresa».
Si riaccendono i riflettori sul condominio di via Nicolò Biondo in seguito alle proteste di alcuni residenti per le condizioni di degrado che devono sopportare a causa di altri inquilini che non rispettano le regole. Il palazzo è composto da otto piani e, in tutto, 32 appartamenti. Molti inquilini sono stanchi di sopportare situazioni che mettono a dura prova la convivenza.
«Le problematiche sono numerose - dice una residente - ad esempio, c’è chi non paga l’acqua. L’amministratore dice che non può bloccare l’erogazione di quest’utenza domestica a chi non paga, dal momento che esiste un contatore unico. Questo con la conseguenza che il debito aumenta. Si è arrivati ad accumulare un debito che oscilla tra i 12mila e i 15mila euro. Si tratta di spese condominiali che includono l’amministratore, le pulizie, l’ascensore per cui esiste una tessera che dovrebbe avere solo chi paga. Il livello di civiltà di alcune persone che vivono qui è bassissimo. Addirittura, un inquilino è stato visto sputare sulle pareti appena imbiancate. Per non parlare dell’esterno. Fuori esiste un problema di rifiuti enorme, con topi che girano ovunque. C’è gente che butta l’immondizia senza differenziarla. Io ho provato a insegnare a qualcuno come si fa la raccolta rifiuti, ma non è servito a nulla» si sfoga la residente.
«Alcuni balconi sono stati sigillati. Le cantine sono inutilizzabili, alcune hanno dovuto chiuderle perché c’era chi le usava come rifugio dormitorio - prosegue la donna - Poi lì è divampato anche un incendio tempo fa. Dal punto di vista del riscaldamento, Sinergas ha tagliato il gas. Così, abbiamo introdotto termoconvettori così ognuno paga la propria quota di riscaldamento. Poi c’è il discorso profughi, che occupano un appartamento all’ottavo piano. Sono arrivati senza che noi sapessimo nulla in un appartamento di cui si occupa una cooperativa».
I condomini onesti si trovano inoltre a fare i conti con il valore immobiliare degli appartamenti notevolmente deprezzato. «Abbiamo acquistato il nostro alloggio facendo sacrifici - continua la signora - ora non lo comprerebbe più nessuno, sembra di stare in discarica. Il valore, poi, è completamente crollato».
Serena Arbizzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
