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Mirandola onora i morti del sisma

Mirandola onora i morti del sisma

Martedì la celebrazione a scuola. Ancora 286 famiglie sfollate. La Cgil all’attacco sulla sicurezza

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MIRANDOLA. Saranno ricordate martedì 29 maggio, alla scuola media “Montanari”, le vittime del terremoto. Dopo un incontro privato tra il sindaco Maino Benatti, e i famigliari, la cerimonia proseguirà nel giardino della scuola. Alle ore 10.30 si procederà con la deposizione di una corona in memoria delle vittime e seguiranno altre iniziative che coinvolgono gli studenti e gli insegnanti.

A distanza di sei anni la ricostruzione a Mirandola procede celermente. La sintesi della situazione è offerta dal Comune in una nota. «Alla data del 2 maggio - si legge - ammontavano a 392 milioni e 516 mila gli euro di contributi Mude concessi per il ripristino della abitazioni. Complessivamente erano state 1.006 le ordinanze emesse, pari all'88% delle domande accettate (1.143). Nel solo centro storico i contributi concessi sono stati pari a 111 milioni e 533mila euro, per 230 ordinanze emesse, ovvero l’84,6% delle 272 domande accettate. Le famiglie che continuavano a percepire i contributi sisma (per canoni di locazione o disagio abitativo) ad oggi sono 286 (per 649 persone totali), pari al 2,5 per cento della popolazione totale».

Anche la Cgil rilancia il tema della sicurezza sul lavoro. «La posizione della Cgil fu chiara da subito: condanna pubblica e dura a coloro che facevano pressioni sui lavoratori affinché rientrassero negli stabilimenti che ancora non avevano la certificazione di idoneità alla ripresa produttiva. Si vuole cogliere questa ricorrenza per riportare all’attenzione il valore della legalità e del lavoro regolare. Lo vogliamo fare onorando la memoria di tutte le vittime del periodo del sisma. Alcuni fatti del 2012 possono essere considerati simbolo del lavoro di oggi, di lavoratori precari che per paura di perdere il posto sono rientrati nelle fabbriche e il 29 maggio dentro quei capannoni hanno perso la vita. Purtroppo non sempre le Istituzioni sono riuscite a restituire un po’ di pace ai familiari, ma non possiamo neppure evitare di farci carico di un bisogno di giustizia che spesso, quando c’è di mezzo un incidente mortale sul lavoro, trova troppi ostacoli prima di ottenere le risposte».

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