«Demoliremo le scuole per ricostruirle più sicure»
Frassinoro. Il piano della Giunta: resteranno in centro ma servono due milioni Nel periodo di attesa gli alunni saranno divisi tra le “Bernardi” e l’ostello
FRASSINORO. Le scuole di Frassinoro rimarranno in centro, ma tramite un’operazione di rifacimento completo che comporterà la demolizione degli edifici di via Canossa dichiarati inagibili. È la decisione della Giunta, per quanto in fase preliminare, dopo aver analizzato tutti i risvolti della crisi apertasi il 14 aprile con la presa d’atto di un riscontro clamoroso: nel fare le verifiche per la terza perizia di vulnerabilità sismica, l’ingegnere strutturista Antonio Perretti ha rilevato nei muri la presenza di molta sabbia, poco cemento e soprattutto pochissimo ferro. Un quadro sconvolgente anche per un edificio degli anni ’60, tale da condurre subito alla chiusura.
E qui si è aperta la grande domanda: come intervenire? Due le possibilità: comprare un terreno e costruire un complesso ex novo oppure restare lì, abbattere e ricostruire elementari, medie e, se non più un teatro, almeno una bella sala polivalente.
«Non ci ho dormito la notte - confessa il sindaco Elio Pierazzi - Abbiamo verificato la disponibilità di un terreno sotto l’asilo nuovo, ma vista la pendenza sarebbe stato necessario un basamento impegnativo. Più comodo un altro terreno in zona artigianale, ma era troppo lontano dal centro e dalla palestra nuova che abbiamo appena finito. E per fortuna che l’abbiamo fatta, perché almeno avendo quella non ne serve un’altra nella scuola e si risparmia molto».
Il bisogno di prossimità ha fatto quindi optare per un intervento sull’area vecchia, anche per altri due motivi di fondo: «Intanto perché abbiamo già la proprietà del terreno edificabile - sottolinea Pierazzi - poi perché se non si interviene sulle vecchie scuole nel giro di qualche anno diventano un ricettacolo di degrado, pericoloso e disgustoso nel cuore del paese. E non vogliamo questo. Abbiamo pensato allora di demolire e ricostruire: questa perlomeno è la proposta che faremo ai genitori, con cui ci confronteremo per una scelta finale condivisa».
In quest’ottica, è stato affidato l'incarico per lo studio di fattibilità a un geologo e a un ingegnere, che sarà pronto a giorni: entro il 31 maggio infatti va presentato in Regione un piano definito nei suoi profili essenziali per sperare in un contributo.
«Dopo incontreremo i genitori presentando una cosa fattibile, e sentiremo cosa dicono» ribadisce. Dallo studio emergerà anche l’ipotesi di spesa: come ordine di grandezza, si parla di 2 milioni per due scuole a sezione singola per un centinaio di bimbi, con mensa, sala cottura e sala polivalente. Ovviamente tutto antisismico. E per settembre? «Niente moduli - rimarca Pierazzi - l’idea è quella di dividere elementari e medie tra la sistemazione attuale nella vecchia, ma ristrutturata, scuola Bernardi e nell’ostello comunale».
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