Gazzetta di Modena

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Il Gallo ricoverato Vasco cambia basso

di Viviana Zamarian
Il Gallo ricoverato Vasco cambia basso

Claudio Golinelli in terapia intensiva all’ospedale di Udine Il rocker costretto alla sostituzione per non fermare il tour

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LIGNANO SABBIADORO. «The show must go on». Lo scrive il Blasco nella sua pagina Facebook. Perché lo spettacolo deve continuare. Perché bisogna andare avanti. Perché «siamo noi che dobbiamo andare avanti» citando Cosa succede in città. Il pensiero corre al suo amico “Gallo”. «Un abbraccio forte – scrive –. Gli auguro di stare bene presto!». L’abbraccio di Vasco è quello di un popolo, di una combriccola intera. Le condizioni dello storico bassista Claudio Golinelli, ricoverato all’ospedale di Udine, nella clinica di anestesia e rianimazione diretta dalla professoressa Tiziana Bove, dopo essere stato colto da un malore lunedì pomeriggio durante le prove allo stadio Teghil, sono in miglioramento. Il suo quadro clinico è stabile ma va monitorato nella sua evoluzione. Da parte dei medici c’è un cauto ottimismo sul suo possibile trasferimento, nei prossimi giorni, nel reparto di degenza.

Il “Gallo”, come confermato ieri dalla portavoce del Blasco, Tania Sachs, non potrà partecipare alle prime date del tour Vasco Non Stop Live. «Vasco è, naturalmente, molto preoccupato per la sua salute e gli augura di stare bene presto» riferisce. Intanto è stato scelto il sostituto che salirà sul palco domani sera nel concerto riservato ai fan club (sono previste 8 mila persone) e poi nella data zero di domenica. Si tratta del bassista milanese «di grande qualità» Andrea Torresani, classe 1982, con all’attivo collaborazioni con artisti quali Franco Battiato, Giusy Ferreri, Nina Zilli, Elisa, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti.

Ieri sono continuate le prove allo stadio Teghil di Lignano. Ed ecco risuonare C’è chi dice no, Gli spari sopra, Il Mondo che vorrei, Fegato fegato spappolato. All’esterno i fan sono già accampati. C’è chi è arrivato lunedì sera e ha montato la sua tenda vicino all’ingresso. Come Yuri Pedersini, 34 anni, cuoco di Brescia. Cappellino, maglietta e tatuaggi sono dedicati a lui, al Blasco. Compreso quello del suo autografo. Di concerti ne ha visti una trentina. Il più bello? «A San Siro nel 2007. Fu uno spettacolo unico». «È difficile spiegare quello che si prova – racconta –. In quelle due ore di musica tutto il resto del mondo non esiste. Vasco con le sue canzoni mi ha sostenuto nei momenti bui riuscendo a darmi la forza necessaria per reagire e andare avanti. Da tutta Italia arriveranno in 26 mila nella riviera friulana. Se fosse sempre domenica canta il Blasco. Già, se fosse sempre questa domenica per Lignano sarebbe una favola. Intanto la città e pronta a viverselo. E non aspetta altro.



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