Modena cenerentola dei trasporti
Bulgarelli: «I mezzi nuovi andati a Reggio e Piacenza. Qui rimasti i bus più vecchi che si rompono»
MODENA. Finora i 27 milioni spesi per acquistare i mezzi nuovi di Seta sono sistematicamente andati a Reggio Emilia e Piacenza, mentre a Modena sono rimasti quelli più vecchi, perennemente a rischio incendio, scoppiati dopo anni di servizio e pronti per essere rottamati.
È questa in buona sostanza l’amara verità che il presidente uscente di Seta, Vanni Bulgarelli, ha ammesso implicitamente quando ha parlato del rinnovo del parco mezzi a margine della presentazione del bilancio di sostenibilità del 2017.
Per la prima volta l’azienda di trasporto locale che ha inglobato le precedenti municipalizzate di Modena, Reggio e Piacenza si presenta in pubblico mettendo in fila numeri e obbiettivi di un’impresa pubblica che si troverà di fronte alle sfide del nuovo appalto aperto ai privati. Quindi nel documento reso pubblico ieri, e che verrà diffuso presumibilmente anche nelle stazioni, non ci sono solo cifre di bilancio, entrate e uscite, chilometri percorsi e rimborsi. Ad esempio viene calcolato anche il risparmio di anidride carbonica, stimato in 76 tonnellate all’anno per trasportare quasi 58 milioni di passeggeri nel 2016 (si stima di arrivare a sfiorare i 60 per il 2017) in tre province, servendo un milione e mezzo di abitanti in 137 comuni. Il tutto utilizzando 899 mezzi.
Mezzi in fiamme? Solo a Modena. Il tutto utilizzando 899 mezzi. Sono pochi o sono sufficienti per le necessità dei principali utenti, i pendolari? A giudicare dai commenti che vengono espressi in pubblico con lunghi elenchi di lamentele su giornali, tv, associazioni e siti web parrebbe di no. Ma Seta, che ha effettuato un’indagine interna sul gradimento del servizio assicura che la puntualità sulle tre province servite è del 98% sui 30 milioni di km percorsi.
Ma questa è la versione ufficiale, contraddetta da altre cifre pure ufficiali. Ad esempio lo stesso Bulgarelli ha ammesso che negli ultimi quattro anni i mezzi incendiati a Reggio sono stati zero, mentre nello stesso periodo ce n’è stato uno solo a Piacenza, nel 2016.
Dunque perchè a Modena, solo a Modena e sempre a Modena, ce ne sono stati già quattro in quattro mesi? Il neoassessore Alessandra Filippi è stata esplicitamente laconica: «Quegli incendi sono fatti non degni di un azienda di trasporto locale». La stessa cosa che aveva detto al direttore Badalotti la settimana scorsa l’assessore regionale Donini. All’atto pratico Modena, per scelta dei vertici aziendali, è diventata il capolinea dei mezzi quasi inservibili, destinati alla rottamazione, dismessi dalle altre due province che hanno avuto subito mezzi nuovi. Il fatto che vadano a fuoco a ripetizione, o i motori vadano in grippaggio, sono tutti episodi che confermano una realtà che non può più essere coperta.
«Gli autobus non si comprano al supermercato - sbotta Bulgarelli - e ora sono in arrivo i mezzi che abbiamo comprato oltre un anno fa e che metteremo su strada nei prossimi mesi a Modena. Questo consentirà di sostituire non solo 20 autobus e corriere vecchissimi, che hanno più di 18 anni di vita, ma anche di eliminare entro la fine del mandato tutti i mezzi più vecchi: nel 2015 in totale erano 43».
Manutenzione, un tasto dolente. Ma non è tutto perchè anche sulla manutenzione il presidente Bulgarelli ha ammesso a denti stretti che la politica delle manutenzioni è stata fatta con la lesina, correndo dietro a ogni rottura, senza avere un parco macchine di riserva da usare a rotazione per programmare controlli metodici e tempestivi, prima di arrivare a rotture e incendi. Questo per Modena almeno: «Stiamo acquisendo dal mercato un’altra decina di mezzi per integrare la nostra scorta. Con queste due operazioni potremo concentrare la manutenzione straordinaria sui mezzi che hanno problemi anche se hanno 10 o 11 anni». E poi, per non lasciarsi impallinare sulla questione delle manutenzioni, tira fuori l’asso di briscola delle cifre ufficiali di Modena, Piacenza e Reggio assieme: «Nel 2017 abbiamo chiuso il bilancio con 10,1 milioni contro i 7,8 del 2014. Ognuno faccia le sue valutazioni». Bulgarelli insomma non ci sta a fare da capro espiatorio con i ristretti spazi di manovra gli sono stati affidati dagli azionisti, ovvero gli enti locali delle tre province.
«Ci sono cose che forse abbiamo fatto al meglio nelle condizioni date» ha ripetuto. Nel frattempo anche da Reggio con sempre maggiore insistenza la candidatura di Mirko Valente, già al vertice della Cna modenese, volto noto nel mondo degli autotrasportatori modenesi.
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