Sale scommesse vicine alle scuole «In via Poletti si deve chiudere»
«Cosa intende fare il sindaco Muzzarelli per la sala scommesse di via Poletti?». La domanda è stata posta dal consigliere comunale Pd Antonio Carpentieri. Nell’interrogazione, depositata ieri, il...
«Cosa intende fare il sindaco Muzzarelli per la sala scommesse di via Poletti?».
La domanda è stata posta dal consigliere comunale Pd Antonio Carpentieri. Nell’interrogazione, depositata ieri, il consigliere pone dubbi sulla liceità dell’apertura della stessa sala.
Carpentieri fa infatti riferimento alla mappa comunale con cui sono stati individuati oltre quattrocento luoghi sensibili, tra cui la scuola d’infanzia Montegrappa, il liceo scientifico Tassoni e il Tempio.
«La sala scommesse di via Poletti 78 si trova in una zona residenziale, densamente abitata - ha scritto il consigliere - che dista 200 metri dalle scuole d’infanzia “Montegrappa”, 400 metri dal liceo scientifico Tassoni e 450 metri dalla parrocchia San Giuseppe-Tempio».
Tutte distanze inferiori al limite previsto dalla legge regionale 18 del 2016 di cinquecento metri per i luoghi sensibili, in cui rientrano scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semi residenziali che operano in ambito sanitario e sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.
«Quelle entro i cinquecento metri dovranno chiudere o delocalizzare», ha garantito lo scorso ottobre l’assessore alle Politiche per la legalità, Andrea Bosi.
Al Comune spetta di comunicare il provvedimento di chiusura entro sei mesi, prorogabili di altri sei se i titolari manifestano l’intenzione di spostare l’attività.
«L’assessorato sta facendo una ricognizione - ha ribadito Carpentieri - perché ve ne sono almeno una decina in città che non rispettano i canoni. Chiediamo all’assessorato che cosa pensa di fare perché la legge va applicata». Il consigliere ha poi ricordato che la sala scommesse di via Poletti «ha dato problemi indipendentemente dalle distanze dai luoghi sensibili». Nella cronistoria riportata in apertura d’interrogazione figurano una chiusura per sette giorni nel 2012 a causa della presenza di pregiudicati. Lo stesso accadde cinque anni dopo, quando la Questura dispose la chiusura per trenta giorni. Come Carpentieri ha ricordato, la sala scommesse risultava «a detta dei residenti un locale mal frequentato e per questo portatore di degrado in zona».
Parole confermate da una storica residente della zona, Angela Bonacini. Che racconta: «Per tutto il 2017 ci sono stati furti, risse, bivacchi e rumori - ha spiegato la donna - e tutto ciò è incredibile. Noi residenti abbiamo controllato e in meno di cinquecento metri vi sono un asilo, una parrocchia, una scuola e un bancomat».
Sia Carpentieri sia Bonacini hanno puntato l’attenzione sulla sicurezza. Da una parte, il consigliere ha domandato a Gian Carlo Muzzarelli «quali azioni di controllo, in ogni caso, intende intraprendere l’amministrazione comunale per garantire la legalità e la sicurezza della zona».
Dall’altra, la cittadina ha ribadito che «è un problema di sicurezza». Bonacini ha aggiunto di esser pronta, con numerosi residenti, a «sollecitare il Comune perché comunichi l’ordinanza di chiusura». (g.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
