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Commercio in difficoltà: calano ricavi e occupati

Commercio in difficoltà: calano ricavi e occupati

Perse 62 unità, di cui 25 nel settore al dettaglio in controtendenza rispetto agli ultimi mesi del 2017. Grave crollo nell’immobiliare: 46 operatori in meno

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Il cosiddetto terziario, il settore che comprende commercio, servizi e turismo, al termine del primo trimestre evidenzia tutte le sue difficoltà, sia pure con qualche barlume di speranza che emerge qua e là.

Dalle rilevazioni di Confcommercio emergono cali sia nei ricavi sia nell’occupazione e anche nel numero di imprese ma il dato più significativo riguarda il calo delle attività nel settore immobiliare. Dall'analisi effettuata sugli ultimi dati Infocamere e su un campione di circa 2.300 aziende associate, il numero totale delle imprese attive nel terziario in provincia perde 62 unità nel confronto con l'analogo periodo del 2017 e passa così da 16.255 a 16.193 unità, mentre, sul fronte occupazionale il calo è pari allo 0,7%.

Commercio al dettaglio. In sede fissa e ambulante in provincia perde 25 unità e le imprese attive nel territorio modenese passano dunque da 6.544 del primo trimestre del 2017 alle attuali 6.519.

«La flessione nel commercio è lieve, ma preoccupa perché inverte la tendenza positiva che avevamo fotografato sul finire del 2017 e che ci aveva fatto pensare potesse essere definitivamente archiviata la più grande e lunga crisi vissuta dal piccolo commercio negli ultimi sette anni», commenta Massimo Gandolfi, d.g. di Confcommercio Modena.

Ristorazione (bar e ristoranti). Il comparto può tirare un sospiro di sollievo dopo la chiusura in calo nel terzo trimestre del 2017: il numero delle imprese passa così da 3.601 di marzo del 2017 a 3.619 unità. Le 18 attività aggiuntive sono in gran parte attribuibili alla performance della città capoluogo, che rappresenta da sempre il termometro dello stato di salute del settore e dove il numero di attività è salito da 1.073 da 1.084 unità (+11).

Mediatori immobiliari. Fa riflettere il tonfo dell'intermediazione immobiliare: la consistenza numerica degli operatori attivi passa infatti da da 3.066 a 3.020 unità (-46).

Occupazione. Sul fronte occupazionale si registra una flessione, pari allo 0,7%, relativamente al campione esaminato: circa 2.300 imprese associate a cui viene erogato il servizio di tenuta paghe. Diminuiscono i dipendenti dell'1,3%, aumentano i soci collaboratori di una percentuale simile e sono sostanzialmente invariati i collaboratori occasionali e i tirocinanti, che complessivamente rappresentano circa il 9% del totale degli addetti.

«I segnali che emergono - dice Massimo Gandolfi - delineano un quadro in chiaroscuro ed evidentemente risentono del clima di incertezza che ancora caratterizza anche l'economia modenese e che frena la propensione a investire da parte dei nostri imprenditori. Prova ne è il fatto che le disponibilità liquide sono aumentate del 6,9%: risorse che, in assenza di una ripresa solida del mercato interno, continueranno a non fungere da volano per la crescita dei settori considerati».



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