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Ruspe sul “Villino liberty” L’ira di Italia Nostra

di Stefano Luppi
Ruspe sul “Villino liberty” L’ira di Italia Nostra

Nonantola. «Comune e Soprintendenza si sono rifiutati di tutelare l’edificio» Il sindaco Nannetti: «Era di un privato e aveva tutte le carte in regola per farlo»

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NONANTOLA. Il cosiddetto “Villino liberty” di Nonantola è stato demolito e Italia Nostra Modena polemizza con Comune e Soprintendenza per l’atto compiuto. La stessa associazione di tutela all’inizio dell’anno aveva chiesto appunto alla Soprintendenza di Bologna e Modena di intervenire ponendo la tutela che avrebbe impedito l’abbattimento di questo edificio di proprietà privata.

Ma l’ufficio di tutela statale disse no - o meglio non rispose alla richiesta - e quindi il privato ha potuto abbattere l’edificio comunicando semplicemente con il Comune attraverso una normale “scia”.

Il sindaco Federica Nannetti però non la vede come Italia Nostra e va in atto uno scontro che mette al centro - come sovente accade - esigenze di vita reale nelle città con esigenze di tutela alla ricerca di un equilibrio non sempre facile da individuare. Scrive Italia Nostra: «È stato demolito il villino Liberty di Nonantola che Comune e Soprintendenza si sono rifiutati di tutelare. Il Comune lo ha cancellato dall’elenco degli edifici che il piano regolatore vuole preservati. La Soprintendenza, richiesta lo scorso gennaio da Italia Nostra di intervenire in via di urgenza con la prevista misura preventiva di conservazione, neppure ha risposto. Nonantola ha perduto un importante documento, unico nel suo genere, della prima progettata espansione dell’insediamento urbano».

Il sindaco però non ci sta e racconta la vicenda a partire da quanto accaduto con una normativa introdotta dal governo Berlusconi nel 2011. «Trovo - spiega il sindaco - sia semplice banalizzare le cose in questo modo e poi magari accade quel che molti anni fa successe con il vincolo dell’ex soprintendente Elio Garzillo al Borgo Riviera. Ossia tutela troppo stretta, i privati non riqualificano nulla e si rischia il degrado. Io sono laureata in storia e tengo al passato, ma le cose vanno raccontate come sono».

Il sindaco spiega che la palazzina liberty non è stata abbattuta dal Comune: «Si tratta di un privato che aveva tutte le carte in regola per farlo. Si tratta di una vecchia concessione sul suo lotto e lui l’ha portata a termine e non c’entrano piano regolatore o nuova legge urbanistica regionale. Nel 2011, infatti, il governo Berlusconi fece una normativa che prevedeva di aumentare la capacità edificatoria e a Nonantola per tutelare il patrimonio si decise di stilare una graduatoria di cento edifici di pregio. L’iter amministrativo non si è mai concluso e venne interrotto anche a causa del sisma del 2012 visto che alcuni edifici tutelati inseriti nella lista vennero anche molto danneggiati dalle scosse. Non c’era quindi nessun impedimento e noi sindaci non siamo sceriffi».

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