«Abbiamo sentito il botto Credevamo fosse un omicidio»
«Pensavamo fosse un omicidio. Abbiamo visto una densa coltre di fumo alzarsi verso il ponte della Tav. Prima abbiamo sentito un botto, come di esplosione dei finestrini. Poi sono seguite le fiamme e...
«Pensavamo fosse un omicidio. Abbiamo visto una densa coltre di fumo alzarsi verso il ponte della Tav. Prima abbiamo sentito un botto, come di esplosione dei finestrini. Poi sono seguite le fiamme e l’odore acre che non lasciava presagire nulla di buono».
Si sono svegliati nel terrore i residenti della strade vicine a via Barchetta a Campogalliano. A una manciata di metri dalla loro abitazione, intorno alle 7.30 di ieri mattina, una Toyota Aygò ha preso fuoco e, tra i vicini si è sparsa nel giro di qualche minuto la voce che, poco distante dall’auto, sia stato trovato un ragazzo, legato.
Uno scenario che ha fatto pensare subito a un crimine tra i più efferati. Inizialmente sembrava un giallo, un episodio misterioso la cui soluzione si è poi dipanata nelle ore successive.
L’arrivo massiccio di polizia, vigili del fuoco, municipale delle Terre d’argine e 118 ha fatto temere il peggio per la salute del giovane, proveniente dalla Puglia, che ha percorso centinaia di chilometri per fermarsi proprio sotto il ponte dell’alta velocità.
La stessa apprensione si è registrata anche nel paese in provincia di Bari da cui è partito il ragazzo. Sulla portiera della Toyota, infatti, è impresso il nome di una farmacia pugliese per la quale il giovane lavora svolgendo commissioni di vario tipo. Alla richiesta di spiegazioni la titolare della farmacia con sede in provincia di Bari si è stretta nel riserbo sia sul giovane sia sulle ragioni che possano averlo spinto a intraprendere quel lungo viaggio fino a Modena. E a fermarsi in quel punto, noto in zona come luogo in cui le coppie spesso si appartano alla ricerca di privacy.
«Abbiamo visto il fumo alzarsi e andare verso il ponte. Immediatamente ci siamo preoccupati però poi abbiamo notato che c’era la polizia, insieme al 118 - racconta un residente - Così ci siamo avvicinati per chiedere cosa stesse succedendo. Ci hanno spiegato che la persona ritrovata di fianco all’auto stava bene. E abbiamo avuto paura: queste strade sono famose perché ci sono “giri strani”, oltre alle coppiette che cercano un po’ di intimità».
« Il fatto che fosse legato ci ha fatto temere il peggio. Credevamo che qualcuno avesse tentato di ucciderlo prima legandolo e poi accendendo il fuoco. Pensavamo di trovarci di fronte a un delitto. Un risveglio angosciante per noi e per chi abita vicino a noi» conclude il residente di una strada vicina a via Barchetta.
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