La Regione e i conti che non tornano
Modena è la città che produce di più e ha meno contributi. In officina 16 meccanici per 393 mezzi
L’officina di Seta è ormai a ciclo continuo.
I mezzi entrano ed escono, anche più volte in poco tempo. I record, ricordavano ieri mattina, è di uno stesso Bussotto che per sei volte ha avuto necessità di interventi sull’impianto di riscaldamento.
Al lavoro. Sono sedici le persone che lavorano con impegno per cercare di mettere toppe laddove ormai è anche difficile intervenire. Sedici meccanici in servizio a Seta per 393 mezzi.
Sui carrelli elevatori, per un test straordinario, ieri mattina c’era anche l’autobus che il giorno prima, in via Emilia Est, ha cominciato a fumare per colpa di un compressore.
Le cause. Nessun principio di incendio, come ha spiegato l’azienda, l’avaria - difetto non rilevabile nelle ordinarie pratiche di manutenzione - ha riguardato l’interno del compressore che fornisce aria compressa alle diverse parti del mezzo (es.: sistema di apertura/chiusura porte). «Il surriscaldamento che sì è determinato con il normale funzionamento del mezzo - spiega l’azienda - ha prodotto la fusione di alcuni componenti in plastica, provocando il rilascio dell’odore acre percepito dai passeggeri. Il contatto tra surriscaldamento dell’aria all’interno del compressore e residui oleosi ha sprigionato vapori che hanno indotto il conducente del mezzo ad intervenire precauzionalmente, allertando i soccorsi. I passeggeri presenti a bordo non hanno mai corso alcun pericolo. Il mezzo in questione è già stato ripristinato e tornerà in servizio entro pochi giorni, una volta espletati ulteriori controlli».
I numeri. Gli incendi denotano, per stessa ammissione di Bulgarelli, una situazione comunque di grande difficoltà. Lo dicono i numeri.
La flotta di Seta è composta da 899 mezzi, 393 sono in servizio a Modena e solo 286 a Reggio Emilia e 220 a Piacenza. Se c’è una logica, questa vorrebbe che Modena dovrebbe avere un trattamento diverso rispetto alle altre province visti i numeri ben più alti: diverso non significa privilegiato, ma proporzionato a quanto si produce.
Di mezzi euro 2, quelli più vecchi che toccano i 20 anni, ce ne sono 245 e la metà è a Modena. Per i passeggeri trasportati Modena è sempre abbondantemente avanti: 25,4 milioni contro i 20 di Reggio e i 14 di Piacenza.
I conti della Regione. Modena percorre ogni anno 12,4 milioni di chilometri, Reggio si ferma a 9 e Piacenza si ferma a 8. Modena non è la stessa cosa, effettua duecentomila corse in più all’anno, arriva a 792mila, le altre città non arrivano a 600mila.
La cifra più eloquente è quella, espressa in euro, che chiarisce quanti soldi la Regione spende per ogni abitante nei capoluoghi di provincia. Provate a dire dove si trova Modena? In fondo alla classifica al pari di Reggio Emilia, con 38,3 euro per abitante (Reggio Emilia si ferma a 37,7 euro). Interessante vedere quanto tocca alle altre città: a Bologna 89,17 euro per abitante, a Parma 62,29 euro per abitante, a Piacenza 62,60 euro per ogni cittadini. Una differenza abissale che non vuole essere la causa degli incendi, ma la dice su quanto ci sia ancora da fare, nella nostra provincia, evitando che la colpa finisca addosso a meccanici, manutentori, autisti e dipendenti, che sono le prime vittime insieme ai cittadini. (d.b.)
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