“Modena: a t’al dègh me!” la città spiegata dai ragazzi
Il progetto dell’istituto comprensivo 3 ha portato ad un gemellaggio con Firenze Gli alunni sono diventati guide e un sito ora raccoglie testimonianze e curiosità
Con la partecipazione al percorso progettuale conCittadini, promosso dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, gli alunni dell’Istituto Comprensivo Modena 3 (medie Mattarella e primarie King e Rodari) sono stati direttamente coinvolti nella realizzazione di “Modena: a t’al dègh me!”, un sito web nel quale raccogliere le “memorie” della propria città.
Con “Modena: a t’al dègh me!” gli alunni hanno, quindi, partecipato ad un’azione di cittadinanza attiva, capace di guidare i visitatori tra le vie del centro storico e di fornire loro informazioni rapide ed esaustive sulle evidenze culturali locali.
Il progetto (che ha coinvolto gli insegnanti Montorsi, Giacobazzi, Colaianni, Guidotti, Milella, Artioli, Placì, Cavazzuti, Diegoli, Vaccari, Tollari, Carrese), però, non è solo una guida multimediale su Modena; il sito web (http://sites.google.com/ic3modena.gov.it) è soprattutto uno strumento che, grazie alla partecipazione e all’inclusione dei ragazzi e delle loro idee, esprime l’identità storica e culturale della città nella quale essi vivono e si sentono parte. E anche la Gazzetta di Modena ha dato il suo piccolo contributo, essendo tra i promotori del progetto. L’idea è piaciuta a tal punto che ha avuto anche una sua fase attiva grazie ad un gemellaggio con un istituto comprensivo di Firenze. Così sono scesi in campo in veste di guide i ragazzi della 1C delle Mattarella, della 5D delle Rodari, della 5A delle King di Portile: «Abbiamo lavorato sulla didattica per competenze divisi in due bienni - spiega la prof. Paola Montorsi - e questo percorso ha legato la quinta elementare e la prima media. Lo scopo era duplice: conoscere la città e poterla raccontare a dei coetanei non modenesi. Compito non semplice, che ha richiesto sforzi notevoli: lo studio della città di Modena di epoca romana e medievale, l’approfondimento su alcuni monumenti, la consultazione di materiale esistente e l’elaborazione del materiale da divulgare. Ne è nato un discorso interdisciplinare che ha coinvolto musica, con le canzoni sulla Ghirlandina, arte, una vera collaborazione anche grazie all’anima gioiosa del nostro progetto, la prof. Giacobazzi. Noi abbiamo spiegato Modena ai ragazzi di Firenze, noi siamo stati accolti alla grande a Firenze e abbiamo avuto loro come guide esperte. Tante emozioni, divertimento, studio ma soprattutto scoperte: nuove amicizie e nuovi angoli della città prima sconosciuti. È stata una esperienza intensa che continuerà anche grazie al sito “Modena a t’al degh me” curato dal prof. Colaianni, dove abbiamo raccolto il lavoro di mesi». (d.b.)
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