«Palatipico pronto per l’area Civ & Civ»
Il presidente Sciolette: «Progetto di recupero ambizioso, alle prime fasi. Con 150 negozi, vetrina ideale dei nostri prodotti»
Una immensa vetrina delle eccellenze e dei prodotti tipici dell’agroalimentare modenese, in cui il visitatore oltre a scoprirne storia e le caratteristiche potrà anche acquistare questi prodotti unici nelmondo. È questo il fine ultimo che potrebbe fare del Palatipico e del rchio “Piacere Modena” uno dei protagonisti principali del grande progetto di riqualificazione che sta prendendo le mosse nel l’area ora dismessa, da 21 mila metri quadrati, delle ex-cantine Civ & Civ di via Polonia a Modena.
A rivelarlo Pierluigi Sciolette, presidente di Palatipico Srl che riunisce la quasi totalità dei marchi dell’agroalimentare modenese. Un progetto che come tiene a sotrtoineare Sciolette «È ancora un “foglio bianco”». su cui ha puntato la sua attenzione una società internazionale che avrebbe deciso di investire molti milioni allo scopo di creare qui un’area polifunzionale e di svago, con centro fitness e circa 150 aree di vendita.
Sciolette, con il Palatipico e il marchio “Piacere Modena” non nasconde il suo interesse. «Non conosco - spiega il presidente - la società che ha già realizzato molti spazi come quello annunciato, so che ce n’è uno anche a Verona. E siamo appena agli inizi perché anche Politecnica si sta interessando solo ora, ma certo l’argomento a noi interessa visto che rappresentiamo con i nostri consorzi dall’85% al 100% dei prodotti di eccellenza agroalimentare del territorio”.
Anzitutto i tempi di un progetto ambizioso.
«Ci vuole tempo, ma se si parte credo che tutto possa essere pronto per il 2021-2022». Cosa farebbe Palatipico?
«Il nostro obiettivo, se il progetto all’ex Civ&Civ partisse, sarebbe di avere spazi per presentare anche attraverso un percorso didattico i nostri prodotti. Come immagino si sappia Modena è la provincia Italiana più ricca di prodotti a denominazione di origine Dop e Igp: ecco dunque che presentare le nostre eccellenze agroalimentare con l’uso di tecnologie multimediali sarebbe molto utile per gli imprenditori. Poi si potrà anche arrivare alla vendita e perché no alla ristorazione, ma sempre con i nostri prodotti: degli altri si occupino gli altri».
Non una sorta di doppione di Fico a 50 chilometri di distanza dunque?
«Fico forse sta andando un po’ sotto le attese, ma in ogni caso noi modenesi abbiamo voglia di fare qualcosa per i nostri prodotti. Siamo tra i pochi che ci presentiamo insieme, con i consorzi, mentre prima la promozione andava verso mille rivoli. Palatipico è un progetto ancora valido e quella ex Civ&Civ per l’agroalimentare modenese sarebbe una vetrina di grande passaggio. Del resto vedo che gli investitori parlano del possibile passaggio di milioni di visitatori. Me lo auguro e nel caso noi siamo pronti con il nostro marchio Piacere Modena che si occupa della valorizzazione del territorio, della sua tradizione, della sua storia, dei prodotti Dop e Igp».
Quindi avanti con fiducia? «L’area è molto grande e mi pare di avere capito che ci stanno varie attività anche se non diverrà un supermercato. Quest’ultimo infatti mi pare un mercato saturo, visto che le persone che fanno la spesa sono sempre le stesse. Gli investitori hanno realizzato duecento di queste strutture miste in giro per il mondo, ma non sappiamo ancora molto del progetto. I consorzi possono metterci la loro professionalità e abbiamo anche il consorzio dei ristoratori Modena a Tavola e l'incoming turistico rappresentato da Modenatur, poi tutto dipende da fattori progettuali ed economici. Certo Palatipico dovevamo farlo anni fa, ma poi la Camera di Commercio venne ridimensionata e per vari motivi non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo». Sciolette attende una chiamata, nel caso “dispone” dei consorzi delle eccellenze, dal lambrusco all’aceto, dal parmigiano reggiano al prosciutto, dallo zampone ad amarene e ciliegie.
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