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«Salveremo i posti dei 50 lavoratori dell’azienda Martini»

«Salveremo i posti dei 50 lavoratori dell’azienda Martini»

L’impegno del sindaco di Concordia e dell’assessore Costi per trovare un nuovo acquirente dopo il fallimento

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Il sindaco di Concordia, Luca Prandini, e Palma Costi, assessore regionale alle attività produttive, non si arrendono e vogliono salvare i 50 posti dei lavoratori della Martini, l’azienda di impianti di illuminazione dichiarata fallita dal Tribunale di Modena il 16 maggio scorso.

«Questa situazione di grande e oggettiva difficoltà- dice il sindaco Luca Prandini - non rassegna le istituzioni a ricercare una soluzione positiva per garantire l’occupazione ai 50 lavoratori ancora in servizio alla Martini e per salvaguardare lo storico marchio dell’illuminazione. Non vogliamo perdere questa storia e queste professionalità, e faremo di tutto per garantire una nuova vita a questa impresa che è profondamente legata con la storia di Concordia. Sono giorni molto dolorosi per Concordia e per le 50 famiglie direttamente coinvolte in questa crisi aziendale - conclude Prandini - ma ai lavoratori deve arrivare il messaggio che tutte le istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale, continueranno a fare la loro parte fino alla conclusione di questa vertenza affinché Concordia non perda una importante realtà produttiva e a tutti i lavoratori sia garantita la continuità occupazionale».

Da parte sua l’assessore regionale Costi ha subito reagito alla notizia: «Abbiamo immediatamente preso contatto col curatore fallimentare - ha detto - per preparare un incontro del tavolo di salvaguardia occupazionale. L'azienda e i lavoratori sono stati coinvolti in una vertenza che avrebbe dovuto concludersi con la cessione, che invece non c'è stata, del ramo di azienda che avrebbe tutelato gran parte dell'occupazione. Questo rimane l'obiettivo che le istituzioni hanno sempre prefigurato e favorito». E in effetti a questo punto, come hanno sollecitato anche i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl, trovare un acquirente e favorire la ripresa dell’attività produttiva, avendo quale interlocutore il curatore del fallimento, diventa un’ipotesi realizzabile. Non va dimenticato che a determinare il fallimento è stato proprio l’accordo per la cessione di ramo d’azienda sorprendentemente saltato fra l’azienda Martini, rappresentata dall’avvocato Monica Rustichelli, e la mantovana Coemar: un accordo fra le due parti caduto nel nulla quando l’affare appariva ormai concluso dopo una proposta vincolante di Coemar. E sorprendenti, o quanto meno poco comprensibili e discutibili, sono apparse le affermazioni diffuse dall’avvocato Rustichelli in occasione della Camera di Consiglio del 16 maggio scorso. Secondo Rustichelli la pratica Martini era stata tenuta in sospeso e «questo può far sperare - aveva affermato - la Martini è oggetto di ponderate valutazioni e potrebbero esserci nuove offerte». In realtà proprio in quella data, 16 maggio, è registrata la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Modena, che ha revocato il concordato. Ora la pratica Martini è nelle mani di chi effettivamente è determinato a garantire la continuità produttiva e salvare i 50 posti di lavoro, vale a dire le istituzioni che, in sintonia con i sindacati coinvolti, potranno impegnarsi nella ricerca di un acquirente.

Stefano Turcato



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