Gazzetta di Modena

Modena

«Un referendum sul piano delle scuole e spazio alle frazioni»

di Daniele Montanari
«Un referendum sul piano delle scuole e spazio alle frazioni»

Serramazzoni. Francesca Marzani, candidata dei 5 Stelle «Aule a Casa Giacomone? Magari. E sui rifiuti non transigo»

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SERRAMAZZONI. Cambiare Serra in 15 punti. È l’obiettivo della squadra 5 Stelle che lancia a sindaco Francesca Marzani, con un programma molto articolato, illustrato mercoledì sera a Pazzano (oggi dalle 10 tappa in piazza a Montagnana). E proprio dal circondario parte una delle proposte più innovative del gruppo: «Istituire un Consiglio delle frazioni - ha spiegato la Marzani - con un portavoce eletto in ogni realtà per fare incontri periodici in cui raccogliere necessità e proposte. E soprattutto discutere sulle scelte del bilancio partecipato».

Data la questione calda, subito il nodo scuole: «La media Cavani ha ottenuto 800mila euro di contributi dalla Regione che decadono il 31 agosto se il cantiere non parte - ha detto - per questo bisogna andare avanti con la ristrutturazione. Ma per il resto abbiamo idee diverse: diciamo no a 650mila euro per un sottopalestra con aule di 4 metri per 10, peraltro insufficienti data la prevista istallazione anche di moduli. Il progetto si può ancora fermare senza penali prima dell’aggiudicazione definitiva e, se saremo eletti, lo faremo. Nell’immediato, la nostra intenzione è di trasferire tutti gli alunni del capoluogo (scuola d’infanzia, primaria e media) in un’area dove saranno istallati moduli abitativi migliori degli attuali. Poi con i cittadini costruiremo il dopo: pensiamo ad asilo e primaria nuove in ampi spazi appena fuori dal centro, ma si deciderà con un referendum a quorum zero. Avremmo il sogno di fare le scuole nell’area confiscata di Casa Giacomone: sarebbe una scelta importante, ma dipenderà dai risvolti giudiziari della vicenda. Di certo, noi non chiuderemo nessuna scuola di frazione».

I vecchi stabili di primaria e asilo non saranno abbandonati: tra le idee, quella di realizzarvi un centro culturale per i giovani con spazio teatrale e musicale, studio (anche per gli universitari), biblioteca e la sala consiliare che a Serra manca.

Idee forti anche in ambito sociale: «Al servizio in Unione Serra contribuisce con 600mila euro l’anno senza avere una rendicontazione - ha rimarcato - Noi invece vogliamo capire bene dove e come si spendono i soldi per verificare l’efficacia delle azioni in risposta ai bisogni».

In bilico la sopravvivenza della Patrimoniale: «Oggi serve a dare uno stipendio di 16mila euro lordi all’amministratore, ma ci pare svuotata di competenze: vediamo se serve davvero o no».

Forte accento sulla sicurezza (la Marzani e Franco Baglieri nei giorni scorsi sono andati in Regione a depositare le 1.300 firme per “Modena in sicurezza”, in lista c’è anche il maresciallo in congedo Donato Colucci), con potenziamento di sistemi, organico di Pm e introduzione del controllo di vicinato. E ovviamente sui rifiuti: «Anche se è cresciuta la differenziata, la Tari è sempre aumentata fino a una previsione di spesa di 2 milioni per il 2018. Vogliamo verificare se il nostro Comune paga a Hera la cifra dovuta e, in caso negativo, procedere anche noi a ricorso come ha fatto Zocca. I cittadini devono poter risparmiare». Poi decoro urbano, strade, (ciclo) turismo, e molto altro, inclusa la creazione di uno spazio per l'ascolto periodico di tutte le associazioni.

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