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Accademia, il Mak Pi vola tra gli applausi dei parenti commossi

di Saverio Cioce
Accademia, il Mak Pi vola tra gli applausi dei parenti commossi

Il comandante Mannino fa gli auguri ai cadetti del 198° corso «Siate comandanti senza atteggiamenti populistici»

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Il primo Mak Pi a memoria d’uomo senza rappresentanza di ministri nè di politici, per la semplice ragione che non c’è un governo ufficialmente in carica. Ma anche una festa per la prossima nomina a sottotenenti che ieri hanno celebrato la festa più sentita dai cadetti, con applausi scanditi alla fine del discorso del comandante Mannino e una vera e propria standing ovation al termine del saggio ginnico.

I genitori in piedi nel battimani finale assieme alle autorità per il passaggio finale al suono della marcia dei bersaglieri sono una delle foto-icone del Mak Pi del 198° corso “Saldezza” che ieri ha salutato Modena dopo due anni vissuti di corsa tra lezioni e addestramenti, ore di studio con i tutor che li hanno assistiti e lezioni di tiro al poligono alternate a tecniche di combattimento militare in palestra, rugby, nuoto, pugilato, scherma ed equitazione.

Nel biennio modenese, seicento giorni in tutto, gli aspiranti ufficiali dell’esercito sono sotto pressione dall’alba sino a notte perchè gli schemi di formazione prevedono di trasformare gli ex liceali in quadri pronti ad andare in missione all’estero con una formazione specifica dopo solo altri due anni. Parenti e amici che sono arrivati da tutta Italia per fare gli auguri a loro e ai “cappelloni”, i cadetti del primo anno, sanno perfettamente che la vita dei loro cari sarà nelle zone calde del globo, dove soldati con il nostro tricolore vengono mandati (e richiesti) ogni volta che c’è un fronte combattente.

Forse è anche per questo che l’applauso al comandante dell’Accademia Militare Stefano Mannino è scattato subito dopo gli auguri “all’ottimo corso”. «Accettate con umiltà consigli e suggerimenti - ha detto tra l’altro al reggimento schierato sotto al Novi Sad - Sarete comandanti solo nella misura in cui saprete trasmettere ai collaboratori gli ideali in cui credete. Tra pochi giorni si aprirà una nuova fase della vostra vita. Vi sposterete a Torino, piuttosto che a Roma o qui a Modena, per continuare una formazione sarà un processo continuo . Sarete comandanti per l’autorevolezza di cui sarete portatori, senza arroganza o prevaricazione, ma anche senza atteggiamenti populistici e demagogici».

Un bagno di realismo anche per i cadetti per il passaggio della stecca tra gli allievi del secondo anno, che fra un mese saluteranno Modena, e i giovani del primo anno di corso, con una cerimonia stringata ma non per questo meno significativa.

C’è da giurare che anche quelli del 199° corso “Osare” non saranno da meno quanto a preparazione militare e politico-diplomatica, al pari di chi li ha preceduti. L a riforma che alcuni fa ha ridisegnato i corsi aveva l’obbiettivo della formazione continua e quell’imprinting è diventato il Dna dell’Accademia. Un esempio ? È stato introdotto il rugby come sport di squadra e il karate e il judo sono passati in secondo piano rispetto a Mcm, il Metodo di Combattimento Militare sviluppato tra Modena e Livorno che ha fuso arti marziali e difesa personale.

Anche il capo di Stato Maggiore dell’esercito, il generale Salvatore Farina, ha riconosciuto il grado di preparazione dei cadetti, esortandoli a restare sempre “Una acies”, una sola schiera come recita il motto latino dell’Accademia.

Gli allievi, che hanno attraversato il centro dalla prima mattinata, sono rimasti schierati sotto il caldo della prima estate per due ore e due di loro sono svenuti. Immediato l’intervento dei soccorritori e poi la manifestazione si è conclusa con il saggio ginnico. Impensabile saltare i due esercizi più spettacolari, ovvero il salto attraverso barriere di fuoco e il lancio dalla torre di sei metri, che hanno ricevuto applausi a scena aperta.

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