Gazzetta di Modena

Modena

Presidio a Modena, i 40 anni della legge 194. «Aborto, una scelta da rispettare»

Presidio a Modena, i 40 anni della legge 194. «Aborto, una scelta da rispettare»

Ballista (Udi): «Non esiste l’obiezione per un intero reparto, ma in Italia succede anche questo»

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16887567:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/i-40-anni-della-legge-sull-aborto-presidio-delle-donne-a-modena/97745/98348]]

MODENA. «Manifestiamo per difendere la laicità dello Stato ad ogni fondamentalismo e per ribadire che l’autodeterminazione della donna non si tocca».

Questo è uno degli slogan protagonisti del presidio che si è tenuto ieri sotto i portici di piazza Torre promosso da UDI insieme a varie associazioni del territorio, tra le quali CGIL Modena per difendere la legge 194, al suo 40° anniversario.

Era infatti il 22 maggio 1978 quando venne approvata questa legge, oggi oggetto di molti attacchi secondo Serena Ballista, presidente UDI Modena, a partire dall’obiezione di coscienza.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16887561:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16887561:1650053068/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Oggi - dice - una delle partite più grandi si gioca rispetto al tema dell’obiezione di coscienza. Abbiamo una media italiana che tocca il 70%, addirittura abbiamo alcune strutture ospedaliere pubbliche dove ci sono medici soltanto obiettori e la legge 194 non prevede l’obiezione di struttura. A questo si va ad aggiungere il depotenziamento dei consultori che per la legge 194 sono il luogo privilegiato e il punto di accesso principale per una donna che abbia intenzione di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza». Un altro punto importante è riuscire a fare prevenzione: «Si dice spesso che l’aborto è un diritto ma il vero diritto dovrebbe essere non dover abortire. L’aborto non si pone mai come un atto di autodeterminazione sui nostri corpi, è sempre l’ultima spiaggia alla quale la donna ricorre e dove lo Stato è responsabile, o per non aver promosso sufficientemente la contraccezione o per politiche genitoriali adeguate». Un presidio che si è svolto anche in un’altra giornata importante, che passerà alla storia, il giorno in cui gli irlandesi hanno votato per la legalizzazione dell’aborto, un passo avanti per l’Udi.

«L’accogliamo come una vittoria; in Italia noi siamo un passo avanti, il nostro obiettivo è quello di avere una legge 194 pienamente applicata e soprattutto difesa». Della stessa opinione anche Laura Piretti, nel coordinamento di UDI Modena e responsabile UDI nazionale: «La legge c’è però non viene applicata come si deve, innanzitutto la legge non prevede che le donne debbano spostarsi ma che siano gli operatori a spostarsi. Le strutture inoltre hanno l’obbligo di garantire questo diritto quindi le Regioni si devono organizzare per dei regolamenti chiari sull’obiezione e devono mettere un tetto in ogni reparto rispetto all’obiezione».

A fianco di UDI hanno partecipato varie associazioni: Casa delle Donne contro la violenza Onlus, Centro documentazione donna, Differenza Maternità, Donne nel Mondo Modena, Gruppo Donne e Giustizia, Libera Uscita Onlus e ArciLesbica. Presente anche l’assessore alle Pari Opportunità, Irene Guadagnini: «E’ una legge dello Stato che ci pone ai livelli avanzati delle altre leggi europee, non si può tornare indietro e quando c’è una legge di questo tipo gli aborti diminuiscono e quindi è importantissimo per la salute delle donne continuare a mantenere questa legge».

Serena Fregni
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google