Gazzetta di Modena

Modena

Sassuolo, nasce la prima abitazione che “controlla” i terremoti

di Alfonso Scibona
Sassuolo, nasce la prima abitazione che “controlla” i terremoti

La casa ha sensori che registrano i movimenti dell’edificio durante il sisma Così è possibile stabilire dove la struttura è danneggiata e se si può rientrare 

2 MINUTI DI LETTURA





SASSUOLO. Nasce a Sassuolo e sarà pronta a Natale la prima casa al mondo monitorata 24 ore su 24 dal punto di vista dell’antisismica.

«Abbiamo voluto aggiungere questo specifico strumento - ha detto il proprietario Federico Debbia - per avere una maggior sicurezza in caso di sisma. A poche decine di chilometri da Sassuolo pochi anni fa il terremoto ha distrutto abitazioni e uffici. Così, con una piccola aggiunta nella spesa, è stato possibile avere in anteprima uno strumento innovativo, che probabilmente a seguire verrà sempre più utilizzato, perché no, anche a Sassuolo. Se tutto andrà per il meglio - conclude - dovremmo andare dentro la nuova casa a Natale».

Il progetto è nato nell'ufficio ricerche di Area Prefabbricati, che ha chiamato il prodotto “Bbox”. La vendita è iniziata nel 2017 in aziende produttive del distretto, che hanno realizzato nuove strutture. Tra queste System, Atlas Concorde, Florim, ma anche la Croce Rossa di Scandiano, dove verrà installato nel prossimo futuro. Si tratta di un mercato che ancora non c’è, da inventare, con orizzonti che escono dal distretto e si estendono fino in Spagna, California, Giappone. I costi vanno dai 3 ai 4 euro al metro quadrato; in un’abitazione come questa di via Fogazzaro non oltre 10-12 mila euro, compreso di un servizio post vendita.

«Il nostro sistema - afferma Andrea Manfredini di Area prefabbricati - nasce in seguito al sisma del 2012 che ha visto oltre 12 miliardi di euro di danni interessare le nostre costruzioni, la maggior parte legati a danni indiretti, come fermi di produzione. Questo sistema nasce per permettere a chi utilizza gli edifici di rientrare in totale sicurezza a seguito di un evento sismico perché analizza istante per istante i comportamenti della struttura durante il terremoto; per un ingegnere avere queste informazioni significa poter decidere se mandare o meno gli utilizzatori all’interno della struttura dopo il sisma».

«Il sistema è composto da sensori accelerometrici - aggiunge Manfredini - posizionati nei punti nevralgici della struttura. Questi sensori sono collegati ad una centralina dati all’esterno dell’edificio; in caso di totale blackout delle linee è possibile reperire i dati in totale sicurezza. Durante l’evento sismico i sensori accelerometrici registrano istante per istante i movimenti della struttura e li inviano alla centralina, dopo si può ricostruire quello che è avvenuto durante il sisma sulla struttura e quindi capire se si è danneggiata e dove, se è possibile rientrare oppure se è necessario effettuare interventi e dove. Una scatola nera a tutti gli effetti - sottolinea - e il nome “Bbox” sta ad indicare black box perché questo prende spunto dalle scatole nere degli aerei».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google