Gazzetta di Modena

Modena

Il diabete mellito e la prevenzione

di Maria Pettinato
Il diabete mellito e la prevenzione

Al centro salute e formazione Florim un convegno sulla malattia con esperti

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Diabete mellito o non diabete mellito? É questo il problema che affligge, almeno in Italia, circa 3,3 milioni di persone. Si tratta di una malattia in continua espansione, nonché argomento principale della serata che si é tenuta in Florim, all’interno del Centro Salute & Formazione. Un nuovo “Incontro della salute”, organizzato in collaborazione con l’ospedale di Sassuolo ed il patrocinio dell’Ausl di Modena, che ha visto, come sempre, la partecipazione di un folto numero di persone. L’iniziativa, ancora una volta, ha posto al centro dell’attenzione un problema oramai molto comune per accrescere, all’interno del territorio, la cultura della prevenzione, sempre piú sbiadita nel tempo, e promuovere, grazie a medici specializzati, stili di vita migliori. I relatori dell’evento, insieme alla responsabile del progetto e moderatrice della serata, la dottoressa Marcella Camellini, hanno aiutato le persone presenti a comprendere la patologia, le nuove opzioni terapeutiche e le principali misure di prevenzione. Non esiste un unico tipo di diabete: il primo tipo colpisce le persone magre, al contrario, il diabete di tipo due é quello che affligge chi soffre di obesità o si trova in una situazione di sovrappeso; infine, c’è il cosiddetto diabete da gravidanza, una forma che generalmente si risolve ma che va tenuta sotto controllo. L’argomento principale, tuttavia, é stato il diabete di tipo due, ovvero il mellito. Ma quali sono i sintomi? «É una malattia - spiega il dottor Stefano Pederzoli, direttore del reparto di medicina interna dell’ospedale di Sassuolo - che, purtroppo, nelle forme iniziali, è poco sintomatica e i sintomi, quando ci sono, il piú delle volte si presentano in modo aspecifico». Parlando di diagnosi, invece, oltre ai controlli di routine, è utile prendere in considerazione la glicemia e osservarne la variazione. Una glicemia superiore a 126 mg indica che siamo in presenza di diabete mellito. Oppure, in alternativa, è possibile usare il cosiddetto “Test da carico orale di glucosio”. Quali sono, invece, le complicanze? «La persistenza nel sangue - continua a spiegare lo specialista - di elevati valori di zucchero determina delle alterazioni, soprattutto dei vasi, che portano ad un restringimento delle arterie come carotidi o coronarie e anche di arterie piú piccole. Un’altra importante complicanza è la neuropatia diabetica. In questo caso il paziente presenterà alterazioni del sistema nervoso periferico, una notevole perdita di sensibilità. Le due complicanze, associate, determinano la cosiddetta ‘ulcera del piede’».

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