Gazzetta di Modena

Modena

La musica della ricostruzione

di Enrico Vincenzi
La musica della ricostruzione

Mirandola. Inaugurata la scuola. Bonaccini ha incontrato ex lavoratori Martini

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. «La scuola di musica ci dà l'orgoglio, in tutte le occasioni, di essere della Bassa modenese e di essere italiani». Cosi il sindaco Maino Benatti ieri quando, a mezzogiorno, a due giorni dall'anniversario di quel maledetto 29 maggio, ha inaugurato, in via Fermi, la nuova scuola di musica, ricostruita dopo il terremoto del 2012. Non è stato un percorso facile, quello della scuola. I danni del terremoto, l'affidamento dei lavori di ricostruzione a una ditta, l'interruzione dei rapporti tra questa e gli enti pubblici, seguita da un nuovo affidamento e da un nuovo inizio dei lavori. Finalmente, però, dopo sei anni, il percorso è giunto al termine, e Mirandola ha nuovamente la sua scuola di musica. All'inaugurazione, nonostante l'orario ed il sole cocente, hanno partecipato circa duecento persone, a dimostrazione dell'importanza dell'istituto, che ospita mille e 200 alunni da tutta l'area Nord e ha rapporti internazionali a livello europeo.

All'inaugurazione era presente anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha approfittato dell'occasione per spendere alcune parole sullo stato della ricostruzione: «Dopo sei anni, il 90% delle famiglie è tornato già nelle proprie abitazioni. Tutte le oltre cinquanta scuole sono state già da tempo ricostruite o riparate». Tutto questo, ha ricordato il presidente Bonacini, in seguito al secondo terremoto più dannoso (13 miliardi di euro) della storia d'Italia, dopo quello dell'Irpinia. «Lo ha detto anche il presidente Mattarella: questa sarà ricordata nella storia del Paese come una ricostruzione esemplare. Andatene orgogliosi, qui c'è un pezzo d'Italia che funziona». Un lavoro, ha detto Bonacini, reso possibile grazie ai sindaci e agli amministratori, «che sono sempre stati al fianco delle loro comunità. Tutte le scelte le abbiamo fatte insieme alle fasce sociali. E quando ci siamo resi conto che si poteva perdere qualche tempo in più, come qui, abbiamo detto: meglio perdere un anno in più e fare le cose come in modo onesto». Nel suo discorso, Bonacini ha parlato anche dei lavoratori della Martini Luce di Concordia, che ha ufficializzato il fallimento nei giorni scorsi, dopo una lunga agonia: «Gli abbiamo detto: state tranquilli, noi vi rimarremo affianco, perché il lavoro sappiamo bene che è dignità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google