Nasce il Food export controller
A Parma il corso che formerà la nuova figura per le esportazioni agroalimentari
A Parma dal 18 al 20 giugno prossimi, sono in programma tre giornate per il corso di formazione e specializzazione per Food Export Managing Controller, vale a dire professionisti con specifiche e strategiche competenze tecniche, giuridiche, operative e gestionali riguardanti le diverse fasi di export di prodotti agroalimentari.
Con una quota export di 42 miliardi nel 2017 e 1 milione e 700 mila pmi attive nel settore, l’agroalimentare italiano ha numeri straordinari e margini di ulteriore enorme crescita verso i mercati europei ed extra europei, primo tra tutti gli Usa, area regolata da stringenti norme che disciplinano le importazioni.
Il corso, una novità assoluta in Italia, si terrà nella sede della Ssica (Stazione Sperimentale delle Conserve) di Parma.
L’evento formativo è ideato e organizzato da Ssica, FederQuality e BMTI-Borsa Merci Telematica Italiana con il patrocinio di Commissione Europea e Accredia: è rivolto a operatori addetti al controllo qualità aziendale, tecnologi alimentari, veterinari, biologi, chimici, temporary export manager e a tutti i consulenti e operatori esterni che supportano le aziende agroalimentari in materia di esportazioni: in caso di conseguimento del titolo potranno richiedere l’inserimento nel Registro Nazionale Ispettori, Professionisti e Operatori della Qualità, cui attingono le aziende che ricercano professionisti con questa specializzazione.
Il Food Export Managing Controller segue il processo di esportazione sin dal momento dell’ordine all’azienda di produzione e fino alla consegna “door to door”, e svolge un ruolo pro-attivo di gestione e controllo di prodotto e distribuzione, risolvendo le problematiche connesse all’export.
«È una figura sempre più importante per la competitività delle imprese – commenta Andrea Zanlari, presidente di SSICA e vicepresidente di Unioncamere Emilia-Romagna – Cooperative, consorzi e aziende di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agroalimentari necessitano infatti di professionisti in grado di gestire le tematiche legate all’esportazione a supporto del successo crescente in Paesi europei ed extraeuropei come USA, che ha una particolare complessità di approccio, Canada, Australia, Giappone, Russia e tutti gli altri mercati con cui sussistono accordi bilaterali».
«È un corso innovativo - afferma Mauro Martelossi, presidente di Feder Quality - che trae origine da un incontro avvenuto a Parma a fine 2016 con Colin L. McIff, direttore per l’Europa della USA Food & Drug Administration. Le problematiche che ci sono state segnalate dalle aziende legate all’export sono state diverse: da logistica, trasporti e spedizioni, alle certificazioni sanitarie, alle differenze applicative degli accordi bilaterali, e poi ancora l’etichettatura, i contenziosi economici. Le aziende hanno quindi bisogno di professionisti in grado di poter dare le informazioni e le nozioni fondamentali per questo tipo di attività. Figure operative, e da qui il taglio assolutamente concreto del corso di formazione».
Un supporto alle imprese arriva anche da strutture specializzate nei percorsi di internazionalizzazione come Co.Mark spa Gruppo Tecnoinvestimenti che è tra i partner del progetto formativo.
«Le micro piccole e medie imprese, che sono il cuore dell’export agroalimentare italiano spesso non potendo contare su competitività sotto aspetto del prezzo, devono essere in grado di fare emergere una qualità legata all’adempimento delle procedure burocratiche e di pari passo le strategie per aggredire con successo i mercati esteri», spiega Thea Sicilia, supervisor di Co.Mark. Per informazioni e iscrizioni va contattata la segreteria organizzativa IRVEA-FederQuality, via Verdi, 2 – Camera di commercio di Parma telefono 0521 1841531; e-mail: info@federquality.org Website: www.irvea.org - www.federquality.org.
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