Ritrovato ai Lidi il bambino scomparso
Mirandola. Rintracciato in uno stabilimento balneare dopo 53 ore e una imponente task force. Non vuole tornare a casa
MIRANDOLA. Ricerche estese in tutta Italia, oltre che a Mirandola. Ricerche che non trascuravano alcuna ipotesi, dalla peggiore eventualità a quella - che resta più plausibile - di un allontanamento volontario. Ricerche che si sono concluse, a sorpresa, a Porto Garibaldi (Lidi ferraresi), dove ieri sera alle 21 i carabinieri hanno finalmente trovato Muhammed, ponendo fine a un incubo durato 53 ore, frutto di un gesto volontario, compiuto all’età inconsapevole di undici anni. Senza un documento, e senza un euro in tasca. Perché Muhammad non era mai stato da solo fuori città, come confermavano gli amici coetanei. Ha trascorso il sabato sera e tutta la giornata di ieri nei paraggi del bagno “Bologna” e il titolare dello stabilimento balneare ha contattato i carabinieri in serata dopo che la moglie aveva visto la foto del bimbo su facebook.
Scolaro delle elementari, residente dal 2012 con la famiglia adottiva degli zii, fino a ieri sera - con la buona notizia - nessuno era riuscito a scovarlo. Non gli oltre settanta uomini che nel pomeriggio, su disposizione della prefettura, si erano concentrati prima a Mirandola, poi alla stazione dei treni di Cividale, dove sabato era stata rinvenuta la bicicletta grigia con cui il bambino si era allontanato il giorno prima, verso le 16, quando la madre era andata a scuola a prendere il fratello.
Ieri a Mirandola c’erano cinquanta volontari che hanno risposto alla chiamata della Consulta Provinciale del Volontariato; c’erano le squadre dei vigili del fuoco che hanno assunto il coordinamento delle ricerche locali, su disposizione della prefettura. C’erano la polizia municipale, la polizia di Stato e i carabinieri, i primi a ricevere la denuncia di scomparsa e a gestire la prima parte, meno massiccia, delle ricerche. Che, a Mirandola, si erano estese ai canali e alle campagne dietro la stazione. Parenti ne ha a Gavello e a Bologna. L’ipotesi di Bologna, era sembrata la più credibile. E invece la segnalazione giunta dai lidi, registrata in giornata al pari di quella di Cento, si è rivelata decisiva. Muhammad lo avevano cercato già da sabato, anche di notte, con l’ausilio di un gruppo di volontari del Centro islamico di Mirandola.
«La famiglia frequenta la nostra comunità, ci siamo sentiti di aiutare», spiega Abdel, referente del Centro islamico di Crocicchio Zeni, che ieri mattina ha partecipato alla prima fase delle ricerche. Nella comunità islamica, dove in serata si è diffusa la notizia del ritrovamento, parlano di una famiglia molto riservata, molto osservante: «Vedevamo spesso il bambino, ma non sapevamo neppure che fosse stato adottato, lo abbiamo imparato in queste circostanze...».
Ora si tratterà di ricomporre nella maniera meno indolore una frattura che verrà affidata ai Servizi sociali di Comacchio, per comprendere il disagio di questo bambino (è aperta un’inchiesta dalla Procura dei minori), ormai ritenuto integrato con i compagni di scuola e la città. Ha già detto, però, che non vuole tornare a casa tanto che i carabinieri hanno avviato alcuni accertamenti per capirne le motivazioni e cercare riscontri ai primi racconti del bimbo.
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