Modena, «Ringrazio gli agenti: grande sensibilità verso il caso di mio figlio»
Il ringraziamento del genitore del ragazzo del 13enne aggredito dal bullo nei confronmti degli agenti che hanno seguito il caso
MODENA. In questi casi cuore e professionalità devono fondersi, procedere di pari passo per svolgere il proprio compito di tutori e di difensori dei diritti e per dare fiducia in chi, disperatamente, trova le proprie sicurezze infrante, calpestate. Succede agli adulti, immaginate cosa possa provare un bambino e o, in questo caso, un adolescente.
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«Vorrei ringraziare pubblicamente - afferma il papà del 13enne aggredito dal bullo - gli agenti di un equipaggio della Volante che è intervenuto per come di sono comportati con mio figlio». Il ragazzo dopo il fattaccio era in casa, sul divano, con ancora al maglietta stappata. Parlava poco, non alzava lo sguardo, era rinchiuso nel suo dolore. «I poliziotti , un uomo e una donna - spiega il padre - sono riuscititi a tranquillizzarlo, a farlo aprire, a ridargli un po’ di energia. Hanno dimostrato calma, tantissima professionalità e mi hanno consigliato sul da farsi e come muovermi». E infatti il genitore ieri pomeriggio si è presentato in questura dove si è confrontato con poliziotti specializzati in casi come questo e che riguardano i minori. «Ho stilato un primo esposto denuncia- spiega il genitore - ma ne presenterò un altro un po’ più dettagliato. Nel frattempo mi sono sentito di far parte di una squadra; ci siamo noi, cioè la famiglia, loro, la polizia e c’è la scuola. Dovrò aspettare, dovrò raccontare agli investigatori ogni sviluppo. Non siamo soli, mio figlio non lo è stato sin da subito». (s.to)
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