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Modena: venerdì 1 ° giugno torna la Run 5.30

Modena: venerdì 1 ° giugno torna la Run 5.30

Venerdì 1 giugno torna a Modena la Run 5.30, un progetto tutto italiano che pone al centro il binomio movimento e sana alimentazione.Giunta quest’anno alla decima edizione nella città da cui tutto è...

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Venerdì 1 giugno torna a Modena la Run 5.30, un progetto tutto italiano che pone al centro il binomio movimento e sana alimentazione.

Giunta quest’anno alla decima edizione nella città da cui tutto è partito, proprio Modena, la Run 5.30 è una camminata/corsa di 5,3 km non competitivi, con partenza alle 5.30 del mattino.

Organizzata nel cuore della città e in un giorno lavorativo, Run 5.30 promuove lo stile di vita sano attraverso il movimento, il cibo, la cultura, l’arte e l’esperienza. Run 5.30 è un evento sostenibile e a impatto zero, realizzato nel contesto in cui la gente vive e lavora.

Attesi migliaia di studenti, grazie all’adesione di tutte le scuole superiori della città. Partenza e arrivo al parco Novi Sad, che dopo la marea rossa dell’edizione 2017, quest’anno si riempirà di bianco e di tricolori: quelle delle t-shirt celebrative dell’edizione del decennale.

Il progetto Run 5.30, ideato dal pubblicitario Sergio Bezzanti e dalla biologa nutrizionista Sabrina Severi, nel 2018 prevede 12 tappe in Italia e una in Inghilterra, a Brighton.

Nel corso degli anni, Run 5.30 ha coinvolto decine di scuole, i detenuti del carcere di San Vittore e numerose fondazioni, tra cui la Peggy Guggenheim di Venezia.

Il progetto nelle scuole nasce a Modena nell’anno scolastico 2010/2011. L’edizione pilota coinvolse 220 studenti e alcuni docenti di educazione fisica e da allora non ha mai smesso di crescere, e anche quest’anno migliaia di studenti saranno con noi all’alba insieme ai loro professori di ginnastica e non solo.

Gli obiettivi di 5.30 Scuola sono sempre stati stimolare i ragazzi sedentari e riaccendere l’interesse nei giovani che, proprio durante l’adolescenza, abbandonano lo sport, ri-attivandoli nella pratica dell’attività fisica; favorire l’interazione e l’integrazione tra gli studenti; coinvolgere le famiglie e il personale scolastico.

Da qualche anno, i progetti nelle scuole si sono diffusi anche alle città di Verona, Torino e Milano: solitamente adottati da istituti superiori, ma talvolta anche da scuole medie.



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